Succede ad Arezzo dove la Polizia ha disposto l’allontanamento d’urgenza per il pakistano che più volte aveva picchiato la figlia
Non voleva unirsi in matrimonio forzato con un connazionale, per questo è stata picchiata dal padre. Assieme a lei il pakistano avrebbe picchiato anche la moglie intervenuta nella lite scaturita intorno alle 12:30. Non sarebbe stata la prima volta, ma le due non avrebbero mai denunciato. Adesso è stato disposto l’allontanamento dell’uomo.
Picchiate perché non volevano il matrimonio combinato
Domenica 20 settembre, intorno alle 12:30, le volanti della Questura di Arezzo sono intervenute in un’abitazione dopo una segnalazione per una violenta lite di famiglia. Secondo la ricostruzione della Polizia, un uomo di nazionalità pakistana avrebbe colpito a schiaffi la figlia e la moglie, intervenuta in sua difesa, di fronte agli altri due figli minorenni.
Il motivo? La figlia si rifiutava di accettare il matrimonio combinato dal padre con un connazionale pakistano.
Non era la prima volta
Questa non era la prima volta. Le condotte aggressive sulle due donne andavano avanti da tempo e già in precedenza l’uomo avrebbe mostrato comportamenti aggressivi nei confronti della moglie e della figlia. Un comportamento violento che non era stato denunciato o segnalato in precedenza.
Adesso il pakistano è stato denunciato per maltrattamenti e costrizione o induzione al matrimonio. Gli agenti hanno proceduto con l’esecuzione dell’allontanamento d’urgenza dalla casa.
Michelotti e Mattesini: “Libertà della donna non è negoziabile”
‘La libertà della donna, pilastro della cultura occidentale che rivendichiamo con orgoglio, non può essere negoziabile o messa in discussione. Il caso di Arezzo, da quanto si apprende al momento, è inaccettabile. Il governo Meloni è e sarà un argine deciso contro un preoccupante processo di islamizzazione e Fratelli d’Italia non arretrerà mai di un millimetro nel difendere l’autodeterminazione della donna.
Non possiamo tollerare che nei nostri territori vigano regole lesive e umilianti, e che al contempo un quel determinato processo si alimenti. Giova ricordarlo ad una certa sinistra che strizza l’occhio in modo ideologico ai migranti e a specifiche culture”, ha affermato il deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti e il presidente provinciale di Arezzo Alessio Mattesini.
Petrucci: “Integrazione è rispetto dei nostri valori”
“Quanto accaduto ad Arezzo, con due donne picchiate per non aver accettato un matrimonio combinato, è un episodio gravissimo che richiama un principio per noi sacro: la libertà e l’autodeterminazione delle donne, infatti, non sono negoziabili. Rivolgo innanzitutto un doveroso ringraziamento alle forze dell’ordine che, intervenendo con tempestività, hanno impedito che la situazione potesse degenerare ulteriormente, procedendo alla denuncia dell’uomo e al suo allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.
Nella nostra cultura la donna è un pilastro della società, libera di scegliere il proprio percorso di vita, di studiare, lavorare, amare e decidere chi sposare. Nessuna tradizione o consuetudine può giustificare violenza, sopraffazione o imposizioni. È un principio che il Governo Meloni sta difendendo con politiche concrete, rafforzando gli strumenti di prevenzione e tutela delle donne vittime di violenza e lavorando al tempo stesso per la loro piena realizzazione personale, sociale e professionale.
Lo dimostra anche il Piano strategico nazionale contro la violenza 2025-2027, che mette al centro prevenzione, protezione, autonomia e autodeterminazione. L’integrazione, per noi, è un percorso graduale e costante, fondato sul rispetto delle nostre leggi e dei nostri valori. Respingeremo sempre, invece, qualsiasi impostazione ideologica e strumentale che pretenda di imporre il silenzio davanti a pratiche incompatibili con i principi di libertà e dignità sui quali si fonda la nostra società. Integrare significa accogliere, ma significa anche rispettare le regole e i diritti fondamentali”, così è intervenuta Simona Petrucci, Senatrice di Fratelli d’Italia.


