Altro che beneficenza al popolo palestinese, i soldi finivano nelle tasche dei terroristi
Diciotto milioni di euro dalla beneficienza finiti nelle mani di Hamas, questo è quanto emerso dalle carte dell’inchiesta su Hannoun e sulle sue associazioni. Per gli inquirenti, infatti, questi ultimi avrebbero condiviso l’ideologia antisemita di Hamas come le sue iniziative politiche, militari e di terrorismo. Un piano che andrebbe avanti da oltre 20 anni e che avrebbe permesso ad Hannoun di trasportare i finanziamenti fino ai terroristi passando dalla Turchia.
18 milioni di euro raccolti
Proseguono le indagini su Hannoun e la sua associazione apparentemente benefica. Secondo la Procura, come riporta La Verità, Hannoun avrebbe raccolto negli anni ben 18 milioni di euro che sarebbero poi passati tramite la Turchia fino ad arrivare nelle tasche di Hamas.
I donatori pensavano di donare i propri soldi per sostenere la popolazione civile di Gaza con l’acquisto di acqua e alimenti, invece sarebbero andati da tutt’altra parte.
Associazioni diverse ma stesse persone
Dalle indagini sarebbe emerso come nel 1994 e nel 2003 sarebbero nate due associazioni con lo stesso nome, Abspp. Queste sulla carta sarebbero diverse, ma per gli inquirenti sono una struttura unica con varie sedi in Italia. Negli anni i due enti avrebbero raccolto fondi per poi inviarli tramite bonifici all’associazione turca Hayat Yolu.
Quando i flussi di denaro venivano bloccati, le associazioni cambiavano nome e proseguivano i flussi di denaro verso la Turchia. Dietro secondo gli inquirenti c’era sempre il nome di Hannoun.
Incontri e viaggi con parlamentari
Le intercettazioni sono arrivate fino alla politica. Nel 2025, infatti, si parla di questi incontri organizzati proprio da Hijazi con dei parlamentari. Nello specifico di una “Stefania” e di Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle. Ma non solo. Si parla anche di un viaggio a cui hanno partecipato due parlamentari.
E secondo un altro collaboratore, tal Yaser Elasaly, Hannoun avrebbe avuto rapporti con alcuni parlamentari già prima di Hijazi.
I contatti diretti con Hamas
Secondo l’accusa gli associati di Hannoun condividerebbero l’ideologia antisemita di Hamas e non solo, parlano anche del piano che portano avanti da oltre 20 nani e dell’attività terroristica. E tra i legami di Hannoun compare una lunga lista di nomi di individui appartenenti ad Hamas.
Hannoun nega e continua ad affermare come le donazioni fossero a scopo benefico. I documenti e le informazioni trovate all’interno dei suoi dispositivi elettronici – che avrebbe voluto spostare in Turchia poco prima di essere arrestato – forniscono una realtà totalmente diversa.
Alla luce legami sempre più pericolosi
L’inchiesta della Procura di Genova continua e porta alla luce una realtà sempre più preoccupante e pericolosa. Hannoun avrebbe portato avanti per oltre 20 anni, insieme a collaboratori, un piano preciso e mirato a finanziare Hamas tramite la creazione di enti benefici che trasportavano soldi fuori Italia tramite la Turchia.
Un totale di ben diciotto milioni di euro. E, come sempre, a parlare della pericolosità di questi, ancora, presunti fatti siamo solamente noi. La sinistra da mesi è rimasta in silenzio e non si è mai espressa, ne suoi legami tra Hannoun e due parlamentari, tra cui un ex deputato dei 5 stelle, ne sui fondi “benefici” finiti ad Hamas.


