“Inidoneo al Cpr”, esce e molesta due donne

Dall’inchiesta sui medici “no-cpr” emergono due storie intollerabili: migranti dichiarati non adatti al trasferimento nei centri per il rimpatrio sarebbero tornati a delinquere

Prosegue l’inchiesta sui medici che avrebbero aiutato i migranti a evitare il trasferimento nei Cpr. Secondo quanto riportato da La Verità, due migranti sarebbero stati liberati nonostante i reati commessi e, una volta tornati in strada, avrebbero continuato a molestare donne e derubare negozi. È intollerabile.

Liberato perché mancava la visita dermatologica

L’inchiesta sui medici “no Cpr” prosegue e mostra la realtà dietro alle certificazioni che permettevano ai migranti di rimanere a piede libero continuando a rapinare e molestare. Parliamo di due uomini, Mustapha e Ibrahima, le cui storie sono state riportate da La Verità in un articolo.

Mustapha, senegalese di 26 anni, che aveva ben 69 sanzioni amministrative e 15 ordini di allontanamento. Nel febbraio 2025 rapina un supermercato, viene poi ripreso a vandalizzare una fermata dell’autobus e successivamente torna a rapinare lo stesso supermercato.

Da lì scattano il divieto di dimora nella provincia di Ravenna ed il decreto di espulsione. A pensarla diversamente, a quanto pare, sarebbe stata la dottoressa Marta Zatti che lo avrebbe ritenuto non idoneo al Cpr: non si poteva escludere la scabbia. Il motivo? Mancava la visita dermatologica. Così viene liberato. Nello stesso periodo, guarda caso, viene eseguito un servizio straordinario di disinfestazione dell’acaro della scabbia in alcuni locali in cui aveva soggiornato.

Viene intercettato di nuovo e questa volta interviene il tribunale, che lo dichiara in “totale e allarmante indifferenza verso le prescrizioni dell’autorità giudiziaria” e ne dispone l’incarcerazione. Non si presenta però all’udienza e persino il suo avvocato afferma di non sapere dove si trovi.

Inidoneo al Cpr, esce e molesta altre due donne

L’altro migrante è Hibrahima, un senegalese di trenta anni. Dal 29 dicembre 2025 al 12 gennaio 2026 commette cinque molestie. Sottoposto alla visita per il trasferimento al Cpr il medico lo dichiara “affetto da psicosi Nas” e, quindi, “inidoneo alla vita in comunità ristretta”.

Subito dopo essere stato liberato molesta un’altra donna in stazione. Il 15 gennaio ne molesta un’altra: 7 in totale. Il gip, a quel punto, firma l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e viene disposto il suo trasferimento presso una Rems, residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza.

Intollerabile lasciare criminali a piede libero

L’inchiesta della Procura di Ravenna sulle certificazioni false continua e si allarga ad altri sette ospedali italiani. Una rete, quella dei medici “no Cpr” che – se i fatti venissero confermati – avrebbe permesso a molti migranti autori di reati di restare liberi sul territorio italiano continuando a delinquere, anziché essere trasferiti nei Cpr in vista del rimpatrio.