Nucleare, l’indipendenza di cui l’Italia ha bisogno

Un ulteriore tassello delle riforme che il governo Meloni sta mettendo in atto per rendere il nostro Paese più forte e proiettarlo verso il futuro

Contenere i prezzi dell’energia con una produzione costante, stabile e sicura: questo l’obiettivo che il governo Meloni si è prefissato e che mira ad ottenere con l’introduzione delle centrali nucleari di ultima generazione all’interno del mix energetico. Un metodo di produzione demonizzato per decenni, ma che nel resto d’Europa ha aiutato a non far fluttuare in maniera eccessiva i prezzi dell’energia. La legge delega sull’energia nucleare è un altro passo in avanti per l’Italia, un ulteriore tassello messi a terra dal governo Meloni per rendere più forte il nostro Paese.

Instabilità internazionale aumenta i prezzi

L’instabilità internazionale è ciò che negli ultimi anni ha portato i prezzi dell’energia in Europa – e di conseguenza in Italia – a crescere sempre di più. Prima con la guerra in Ucraina che ha ridotto le forniture di gas verso l’Europa facendo aumentare i prezzi del gas, poi con i conflitti in Medio Oriente che hanno ridotto le forniture di greggio, oggi ci troviamo a dover fronteggiare una situazione frutto di anni di dipendenza da Paesi esteri.

Necessario il nucleare nel mix energetico

Osservando il panorama europeo, l’energia nucleare è utilizzata in grandissima parte dai Paesi che molto spesso vengono osservati come più “meritevoli”. Basti pensare alla Svezia, che nel 2024 contava su una produzione energetica derivante dal nucleare di quasi il 30%, la Francia che nello stesso anno si avvicinava il 70% e, restando alle nazioni confinanti con l’Italia, la Slovenia con circa il 40% e la Svizzera con il 30%.

Il nucleare viene affiancato all’interno dei mix energetici europei come fonte più stabile rispetto alle fonti rinnovabili – come i pannelli fotovoltaici – per la sua costanza nella produzione di energia elettrica. Infatti, le fonti rinnovabili hanno il problema di non essere costanti 24 ore su 24 e necessitano, perciò, di uno stoccaggio che, con le attuali tecnologie, è difficile, complesso, e richiede grandi spazi per quantità di energia tuttavia modeste.

Il nucleare si inquadra come la soluzione migliore da integrare al fianco della produzione rinnovabile, di cui l’Italia con il governo Meloni ha investito, installando finora circa 28 gigawatt in più. Come ha ricordato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, tre volte meglio di quello che è stato fatto nello stesso periodo da chi oggi ci fa la morale sull’energia green.si è dotata in larga parte.

Le misure del governo Meloni contro il caro energia

A partire dal suo insediamento il governo Meloni ha operato concretamente per contrastare il caro energia. Lo ha fatto stanziando 60 miliardi di euro – a partire dai 21 miliardi di euro del 2023 – per proteggere cittadini e imprese, potenziando e allargando il bonus sociale a milioni di famiglie grazie al Decreto Bollette.

Il governo Meloni è intervenuto ancora con la riduzione dell’aliquota IVA sui teleriscaldamenti e l’aumento dell’aliquota sugli extraprofitti delle imprese che stavano ottenendo grandi ricavi dalla produzione, importazione, distribuzione e vendita di energia e gas e la reimmissione degli stoccaggi di gas sul mercato per contenere i prezzi, e, infine, tagliando le accise sul gasolio introducendo, anche, le accise mobili, introducendo il credito d’imposta per gli autotrasportatori.

Il tutto con buona pace della sinistra, che pretende di dare lezioni sulle rinnovabili omettendo di dire che il governo Meloni ha fatto più e meglio di loro. La stessa sinistra che non vede di buon’occhio il nucleare. Come ha detto Giorgia Meloni, “aumentare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della Nazione. Oltre a generare maggiori royalties e benefici economici e occupazionali per i territori. 

E ai professionisti del no, che già annunciano barricate, voglio dire una cosa molto semplice: andremo avanti, fino in fondo. Perché questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale italiano”.

Il falso mito della Spagna “green”

La sinistra ci vorrebbe raccontare di un modello, quello spagnolo, che è riuscito a contenere i prezzi dell’energia grazie alle fonti rinnovabili. Peccato, però, che dietro la loro favola si nasconda una realtà fatta da un mix energetico che si compone sì di energie rinnovabili – con le quali si intende principalmente eolico, fotovoltaico idroelettrico – ma di una grande parte, quasi il 20%, di energia generata da centrali nucleari.