Inibitori nei carceri: mai più telefonini

L’ultima di una lunga serie di misure introdotte dal governo Meloni per contrastare la criminalità organizzata

Ennesimo colpo del governo Meloni contro la criminalità organizzata. L’operazione “ultimo segnale” impedisce l’uso dei cellulari introdotti illegalmente nel carcere di Secondigliano. Complimenti a Balboni e a Delmastro, sottosegretari che hanno lavorato per questo obiettivo.

Colosimo: “Inibitore per cellulari grande notizia”

“L’operazione ‘ultimo segnale’ che ha portato all’installazione dell’inibitore per i telefoni cellulari introdotti illegalmente nel carcere di Secondigliano e’ una grande notizia. Un grazie al DAP per aver reso possibile e portato avanti questa misura, che rappresenta un importante passo avanti nel contrasto alla criminalità organizzata.

Con Secondigliano si apre una nuova fase nella risposta dello Stato alla camorra: più sicurezza, più controllo e strumenti più efficaci per impedire che il carcere possa essere utilizzato per mantenere e rafforzare i legami criminali con l’esterno”, ha affermato il Presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo.

Balboni: “Mai più telefonini negli istituti”

“Da oggi i telefonini in carcere saranno del tutto inutili. La sperimentazione dell’inibitore nel carcere di SECONDIGLIANO, conclusa pochi minuti fa, è riuscita alla perfezione. Si tratta del primo istituto, ma presto ne seguiranno altri. Ai detenuti sarà d’ora in poi impossibile trasmettere e ricevere attraverso qualunque dispositivo introdotto illegalmente nell’istituto.

La data odierna verrà ricordata come il giorno in cui gli istituti penitenziari sono diventati impenetrabili alle comunicazioni illecite e questo grazie all’impegno del Governo Meloni. Domani alle 10.30, insieme al capo Dap De Michele, illustreremo i dettagli e le finalità dell’operazione in una conferenza stampa presso la Prefettura di Napoli”, ha affermato il sottosegretario alla Giustizia e senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni. “