Torino, collettivi occupano l’Università e minacciano di bloccare la città

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Non hanno accettato lo sgombero del centro sociale, ma se ne devono fare una ragione, con il governo Meloni le leggi vengono rispettate e le occupazioni abusive non sono tollerate

Minacciano di bloccare la città. Vorrebbero che lo Stato si piegasse al loro volere. Ma non accadrà. Si mettano l’animo in pace: l’occupazione abusiva del centro sociale Askatasuna è conclusa. Così come verranno sgomberate tutte le altre occupazioni abusive in giro per l’Italia. Non ci faremo certo intimidire dalle minacce di qualche figlio di papà.

Volevano occupare l’Università

I collettivi legati all’ormai ex, fortunatamente, centro sociale Askatasuna non hanno ancora accettato lo sgombero effettuato il 18 dicembre. Infatti, dopo le violente proteste, scaturite poi negli scontri di piazza in cui sono rimasti feriti molti agenti, gli antagonisti vicino ad Askatasuna hanno nei giorni scorsi indetto un corteo, minacciando blocchi della città, e persino occupato alcuni spazi dell’Università di Torino.

Prima volevano occupare la sede di Palazzo Nuovo per la loro protesta. Successivamente hanno trovato un accordo con la Rettrice che ha individuato un’aula da destinargli. Hanno poi tentato nuovamente l’assalto a Palazzo Nuovo questa volta bloccato in via definitiva dalla Rettrice. Ed ecco che, dopo il rifiuto, questi violenti mostrano il loro vero volto.

Hanno attaccato la rettrice chiamandola prima una “vigliacca” ed una “serva del governo Meloni”, per poi definire la decisione “veicolata da ingerenze poliziesche e di partito”. Ma non è finita qua. Hanno provato anche ad assaltare l’aula in cui si stava svolgendo la riunione del Senato accademico, immediatamente rimandata dalla Rettrice.

La minaccia degli estremisti “bloccheremo la città”. Con loro anche l’associazione vicina ad Hamas

Dopo i loro tentativi di occupare le aule dell’Università di Torino per protestare contro lo sgombero di Askatasuna, questi estremisti di sinistra hanno indetto 3 cortei. Le autorità locali hanno bloccato i 3 cortei in favore di un’unico corteo che non passasse dal centro, così da evitare il blocco dell’intera città per i capricci di qualche figlio di papà.

Ma ancora una volta i collettivi e centri sociali vari hanno risposto no, minacciando: “Il corteo invaderà le strade di tutta questa città e della periferia. Non ci fermiamo. Non ci spaventiamo”. Nel frattempo gli organizzatori dei cortei hanno incassato l’adesione dell’Associazione Palestinesi in Italia, guidata da Mohammad Hannoun, arrestato perché considerato dagli inquirenti il presunto capo della cellula italiana di Hamas.

Con il governo Meloni le leggi vengono rispettate

Se ne devono fare una ragione. Le occupazioni abusive in Italia non saranno più tollerate. A dirlo è la legge che, per troppo tempo, è rimasta inapplicata. Erano anni che Askatasuna, come altre occupazioni abusive, continuava a rimanere un presidio di criminali e di illegalità. Questi violenti che oggi chiedono il rispetto di un presunto “diritto all’occupare” sono gli stessi che picchiavano le donne incinte, minacciavano i migranti e li offendevano in maniera razzista.

Oggi i compagni del centro sociale Askatasuna, non contenti di aver bloccato alcune attività dell’Università, vorrebbero minacciare di bloccare Torino, vorrebbero sovrastare alla legge, ma non succederà. Con il governo Meloni le leggi, finalmente, vengono rispettate. Non ci faremo intimidire da qualche figlio di papà che vorrebbe passare le sue giornate ad occupare, a distruggere le città e ad attaccare le Forze dell’Ordine.