Ecco alcune delle risposte dei ragazzi al questionario di Azione studentesca

Foto di Giorgia Meloni strappate, ragazzi di destra a cui viene detto “fascio appeso”, esultanze per l’omicidio di Charlie Kirk, elogi alle proteste Pro Pal. Sono alcune delle testimonianze scioccanti degli studenti che hanno risposto alle domande contenute nel sondaggio

Un questionario dedicato alla quotidianità degli studenti italiani etichettato dalla sinistra come lista di proscrizione solo perché una domanda chiede se qualche professore ha confuso le aule scolastiche in palchi da cui tenere comizi politici. Non nomi, ma solo episodi. La solita strumentalizzazione montata ad arte da chi evidentemente trova normale che in una scuola si faccia propaganda. Spesso con toni e gesti gravi. Perché questo è quanto emerge da alcune risposte date dagli studenti al questionario di Azione Studentesca, pubblicate da Il Secolo d’Italia in questo articolo.

Ecco le testimonianze degli studenti al questionario di Azione studentesca

“Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?”. In caso affermativo “Descrivi uno dei casi più eclatanti”. Queste le domande incriminate su cui la sinistra sta montando un caso, parlando a sproposito di liste di proscrizione. Niente di più falso, perché le domande, come evidente, non chiedono di fare nomi, ma solo di descrivere l’episodio.

E neanche le risposte contengono nomi, come emerge dalla lettura delle prime testimonianze, pubblicate da Il Secolo d’Italia. Testimonianze che offrono invece uno spaccato della scuola italiana che deve far riflettere. Accuse infamanti contro il governo, festeggiamenti per la morte di un “avversario politico”, offese a studenti che hanno la colpa di non pensarla come i docenti. Vale la pena riportarne alcuni.

Le accuse al governo Meloni e agli studenti di destra

Tra gli studenti che hanno risposto al questionario di Azione Studentesca c’è chi ha raccontato che un professore ha inneggiato “all’odio verso il nostro governo, facendoci svolgere dei compiti in classe in cui si deve dare un’opinione politica. E chiaramente incitando all’opinione politica di sinistra”. C’è chi riporta la distruzione di una foto di Giorgia Meloni.

C’è chi poi denuncia le esortazioni del docente “ad andare a manifestare negli ultimi scioperi”. Ecco degli esempi di come alcuni docenti interpretino a modo loro, non certo quello che viene richiesto, il loro ruolo. Docenti che confondono l’aula con la piazza, la cattedra con il palco, la lezione con il comizio. Spesso tagliando il programma didattico secondo le esigenze della narrazione di sinistra, come racconta uno studente di Bergamo: “si rifiutano di spiegare determinati argomenti, come parti di storia e di letteratura, dicendo che non spiegano certi argomenti perché sono fascisti”.

Tra questi autori c’è sicuramente il poeta americano Ezra Pound: proprio un suo libro nelle mani di uno studente ha rappresentato il pretesto perché una docente lo chiamasse “fascio appeso”. Una storia che riporta tristemente al clima nelle scuole che si respirava qualche decennio fa. Clima che è costato la vita a troppi giovani e che non deve ritornare.

L’esultanza per la morte di un avversario politico e il sostegno ai Pro Pal

Ma non è finita qua. Altri studenti hanno raccontato di come un professore abbia “esultato per la morte di Charlie Kirk” mentre altri ancora, a più riprese, hanno testimoniato di professori intimavano ad andare alle manifestazioni pro pal deridendo, addirittura, chi non ci andava. Finiamo poi con il caso riportato di una professoressa che ha affermato che “il governo Meloni sta attuando un colpo di stato bianco, rendendo l’Italia di nuovo fascista”, la stessa che ha affermato anche come i giovani del Fronte della Gioventù sono dei “deficienti ignoranti”, ammiccando ad uno studente militante di As e Gn.