«Abbiamo fatto una legge elettorale senza pensare agli interessi del centrodestra, tant’è vero che può consentire anche alle opposizioni di vincere con una maggioranza ampia»
di Veronica Passeri
Non è un po’ bassa la soglia del 40% per il premio di maggioranza?
«È la soglia prevista dalle sentenze della Corte costituzionale e noi l’abbiamo pedissequamente applicata. Anzi, rispetto alla legge elettorale fatta dopo quelle sentenze siamo stati precauzionalmente sotto, il premio di governabilità non arriva mai nemmeno al 14%. In più, per la prima volta, la maggioranza non può superare il 60% dei seggi e questo proprio a garanzia delle opposizioni e di tutte quelle votazioni che in Parlamento prevedono una maggioranza qualificata».
Nell’iter parlamentare torneranno le preferenze?
«Noi presenteremo un emendamento, poi spetterà al Parlamento. Vedo che le opposizioni stanno sollevando questo tema. Se voteranno il nostro emendamento probabilmente passerà e saranno introdotte le preferenze».
Che tempi immaginate per la nuova legge elettorale?
«Sarebbe irrispettoso nei confronti delle opposizioni, nel momento in cui diciamo che siamo pronti a dialogare, dare gia anche una tagliola di scadenza. Noi vogliamo farla il prima possibile, ma nel rispetto del dialogo con tutte le forze politiche».
In che modo avverrà il confronto, ci sarà un tavolo?
«Come preferiscono loro. Alcune volte hanno detto dialoghiamo direttamente in commissione, vediamo. Altrimenti faremo dei tavoli a margine, qualsiasi strada a noi va bene. Ascolteremo i consigli dell’opposizione anche se voterà no, quello che comprendiamo, ma che non possiamo inseguire è, invece, un eventuale ostruzionismo per perdere tempo. Se c’è la volontà di fare anche una critica aspra e, magari di votare no, ma di dare dei consigli è giusto che ci sia tutto il tempo e le possibilità di farlo».
Quando inizia, la prossima settimana?
«Quando vogliono loro, non mettiamo fretta a nessuno. Diamo il tempo di leggerla e di studiarla».
Perché avete presentato, a un mese dal referendum, questa proposta?
«Non c’entra nulla il referendum, sono due argomenti completamente scollegati tra loro. Abbiamo depositato la proposta nel momento in cui eravamo pronti».
La soglia di sbarramento del 3% potrebbe agevolare Vannacci…
«Quella soglia è inalterata. Abbiamo fatto una legge elettorale senza pensare agli interessi del centrodestra, tant’è vero che può consentire anche alle opposizioni di vincere con una maggioranza ampia, cosa che, con l’attuale legge, sarebbe assolutamente impossibile. Non ci siamo preoccupati degli interessi né nostri né delle opposizioni, abbiamo pensato all’Italia, quindi, con tutto il rispetto, non abbiamo pensato nemmeno a Vannacci che, al momento, non ha nemmeno un gruppo in
Parlamento».
C’è chi dice che la legge è pensata per consentire al centrodestra di eleggersi da solo il prossimo presidente della Repubblica…
«È un’obiezione di chi non conosce le regole per l’elezione del presidente della Repubblica perché, dalla quarta votazione, basta una maggioranza assoluta e quindi basterebbe qualsiasi legge elettorale per una coalizione compatta, che ha vinto le elezioni, per poter eleggere il presidente della Repubblica. Oggi il centrodestra ha più del 60% dei seggi, se passa la nostra legge elettorale non potremo arrivare a questa percentuale, avremo, nel migliore dei casi, meno parlamentari di quelli che abbiamo adesso».


