Ecco l’ennesima follia della sinistra, invece di pensare ai cittadini continuano ad imporre le loro follie ideologiche
Ci vuole la patente di guida per condurre un’automobile. Ci vuole la patente di antifascismo per ottenere un passo carrabile. È successo in passato in alcuni comuni italiani, tutti puntualmente guidati dalla sinistra o dal M5S, e succede ancora, a Verona. Ecco l’ennesima follia della sinistra. Anziché risolvere i problemi dei cittadini e della città preferiscono dedicarsi a queste assurde “battaglie” ideologiche.
La clausola “antifa” nei moduli del Comune
Nel Comune di Verona dal 2024 la sinistra ha inserito la clausola “antifa” nei propri moduli. Vuoi richiedere un passo carrabile? Devi dichiararti antifascista sennò non potrai averne diritto. Il formulario recita proprio “riconoscersi nei valori della Costituzione italiana e dello Statuto comunale, di ripudiare il fascismo ed ogni forma di totalitarismo e di condannare l’uso di ogni forma di violenza”.
Ma da dove nasce questa assurda dichiarazione? Una decina di anni fa molti comuni italiani introdussero l’obbligo di dichiararsi antifascisti al momento della richiesta di uno spazio pubblico, dai gazebo a luoghi al coperto. Ed essendo i passi carrabili spazi pubblici concessi per accedere alla propria area privata – sia essa un garage o un cortile – alcuni comuni non hanno fatto distinzione, richiedendo l’assurda clausola di antifascismo anche per pochi metri di sede stradale, mentre altre amministrazioni si sono limitate a conservarla solo per alcune richieste di suolo pubblico.
Lavorare per i cittadini invece di imporre follie
La domanda che più sorge spontanea è: cosa c’entra in un atto amministrativo, tantopiù se legata a questioni di accesso alla proprietà privata, una clausola di antifascismo? Assolutamente niente. È una follia ideologica imposta dalla sinistra che, invece di pensare ad amministrare le città in maniera corretta, predilige combattere un nemico che non esiste.


