«Contro Delmastro solo accanimento. Stop sciacallaggi». La mia intervista a Repubblica

«Irresponsabile invocare la piazza e fomentare le tensioni come ha fatto Lepore: reazioni violente colpa dei teppisti dei centri sociali»

di Tommaso Ciriaco

Delmastro non è indagato, ma nega una chat in una indagine di mafia, Donzelli.

«Vedo accanimento personale delle opposizioni contro Delmastro, che non si è mai fatto scudo di nulla. Fanno le crociate contro Andrea perché non poteva non sapere, anche se è uscito da quella società appena è venuto a sapere della condanna del padre della sua socia, e si è poi anche dimesso da sottosegretario. Ma allora di Conte cosa diciamo, visto che un suo collega di studio, con cui condivideva targa e fax, chiedeva a suo nome il 10% per gli appalti delle mascherine? Sempre di soci sbagliati parliamo».

Restiamo su Delmastro: come ricorda proprio Conte, avete sfilato per Borsellino a Palermo e oggi negate una chat in una indagine per mafia. Le sembra coerente?

«Ma noi diciamo solo che non si può prendere la chat con Delmastro, tutte le altre possono prenderle! Andrea non è indagato, quindi non c’entra nulla la mafia. E Conte deve solo scusarsi per questo squallido tentativo di sciacallaggio politico di un luogo sacro delle istituzioni. Si deve vergognare di aver profanato via D’Amelio. Delmastro, da sottosegretario, ha combattuto con i fatti la criminalità organizzata».

Lei dice: non era contrario a pubblicarle. Ma negando la chat, non lasciate un’ombra su di lui?

«Nessuna ombra. Non abbiamo nulla da nascondere. Vale la Costituzione italiana. Poi sarà l’Aula a valutare, ma ci fidiamo del parere della giunta».

Passiamo a Roggero. Cosa pensa Fratelli d’Italia della proposta della Lega sulla legittima difesa, per cui si può sparare praticamente sempre?

«Noi siamo per cancellare gli indennizzi ai criminali, lo abbiamo proposto nel 2025 e ora lo realizziamo. Quanto alla proposta della Lega, dico: ci confronteremo. Con la necessaria consapevolezza che la legittima difesa va tutelata, ma con proposte che abbiano una tenuta costituzionale. E senza farsi influenzare dal caso specifico. Su cui, ricordo, noi chiediamo la grazia».

Sta dicendo: senza legare il caso Roggero alla legittima difesa. Ma i toni usati, le firme, le visite al carcere: non è un’ingerenza su Mattarella?

«La grazia è esclusiva competenza di Mattarella. Deciderà lui, stiamo solo proponendo».

L’altro dibattito nel Paese è sulla morte di Fakir. Non l’ha sconvolta quel video, la calma senza urgenza dei presenti? E perché chiedete verità, ma criticate chi invoca giustizia?

«Le immagini di un uomo che muore colpiscono sempre. Quella che viene interpretata come freddezza non può che essere la mancata consapevolezza che stesse morendo. E giusto chiedere verità. Ma reputo irresponsabile invocare la piazza e fomentare le tensioni, come ha fatto Lepore: le reazioni violente che ci sono state sono colpa dei teppisti dei centri sociali, ma anche del sindaco di Bologna, che da uomo delle istituzioni dovrebbe rivolgersi a chi indaga per chiedere verità e giustizia. Noi ci fidiamo di chi indaga».

Vannacci genera concorrenza a destra. A proposito: vi alleerete?

«Abbiamo già degli alleati e una coalizione. Faremo il record di durata di un esecutivo. Vannacci non rientra tra coloro che aiutano la destra a governare. Semmai, con il Pd, 5S e Avs vota per mandare a casa Meloni e aprire le porte alla sinistra. Difficile immaginarselo alleato, lo vedo più utile a chi vuole farci cadere».

Vannacci è un passo indietro rispetto al percorso della destra, dal Msi ad An e FdI?

«Lui non è la destra italiana. Dal dopoguerra la nostra, a differenza delle altre destre europee e da come l’avete raccontata voi, è radicata nel riconoscimento delle istituzioni e dei valori democratici. E ha sempre coniugato questo con il valore dell’identità. La sinistra ci ha sempre descritto in modo macchiettistico, non vorrei che ora fosse accontentata con una destra ideale per la sua narrazione».

Infine, legge elettorale: porterete le preferenze al Senato?

«Non abbiamo cambiato idea. Ne parleremo con gli alleati. La legge è già ottima, garantisce stabilità e fa scegliere programma, coalizione e proposta del premier. Dare anche la scelta del parlamentare sarebbe un ulteriore passo avanti».

Ma se Forza Italia vota contro le preferenze, cade il governo?

«Non sperateci. Governiamo pensando agli italiani. Non ci siamo divisi sulle crisi internazionali, non lo faremo sulla riforma elettorale».