«Voto a maggio? L’obiettivo è finire la legislatura»
di Virginia Piccolillo
Nel comizio di Bari per il record di durata di governo Giorgia Meloni ha detto: «Non mollo». Giovanni Donzelli, lei che, da responsabile FdI ha organizzato l’evento, con chi ce l’aveva la premier? Con il Campo largo o con gli alleati di governo?
«Con la sinistra. Giorgia è stata perennemente sotto attacco. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla durata del governo. Invece ha battuto il record. E sia FdI che il centrodestra hanno un consenso superiore all’inizio di legislatura».
Perché non c’erano i vicepremier Tajani e Salvini?
«Era un evento organizzato da FdI per festeggiare tutto il centrodestra. Chi poteva è venuto, chi non poteva si è collegato. Nessun retroscena: erano tutti a lavorare. Ma è stata una bellissima manifestazione. Ha smentito la narrazione di un governo in crisi, che non riesce più ad avere consenso. Piacerebbe molto alla sinistra che la manifestazione fallita a Napoli avesse avuto un decimo della nostra riuscita».
Si voterà a maggio?
«No, l’obiettivo è finire la legislatura, che scadrà a novembre 2027. Fatti salvi non auspicabili inciampi parlamentari o altri scossoni politici, io spero che sia così e si chiuda a scadenza».
E la manovra 2027?
«Noi certamente creeremo le condizioni affinché si possa approvare velocemente. Non avveleneremo i pozzi, noi. Pensiamo sempre prima all’Italia. A differenza di governi instabili che hanno fatto sempre manovre “tassa, spreca e raccogli i voti”».
Se non sarà elettorale questa che manovra sarà?
«Da subito abbiamo avuto in mente un percorso pensando a ciò che serviva al Paese. Perché gli italiani sono seri e apprezzano la credibilità. La prima Manovra, a parte il sostegno alle bollette, è stata quella dello stop al reddito di cittadinanza. Poi c’è stata quella dell’accorpamento delle aliquote e dello snellimento delle tasse. La terza ha sostenuto il lavoro, ha agito sul cuneo fiscale e sull’Ires premiale: per cui più assumi meno paghi. Poi quella dell’Isee familiare e del sostegno alla natalità. Questa sarà la manovra dell’aiuto al ceto medio e al ceto produttivo e sarà realizzato il programma del centrodestra».
Con quali misure?
«Non posso spoilerare».
Ma Schlein dice che siamo a crescita zero. Non è così?
«No. Tifano sempre contro l’Italia. La stampa estera scrive che per la prima volta l’Italia ha superato per ricchezza pro capite la Francia. Lo spread è basso. Il debito pubblico costa meno. E la crescita è bassa ma positiva. Quindi non è così nera come la vede lei. Lo sarebbe se fosse lei al governo».
La produzione industriale non brilla. E mentre a Bari si festeggiava a Taranto arrivavano le lettere di licenziamento. Quando metterete la testa all’emergenza ex Ilva?
«L’abbiamo sempre messa. Adesso c’è una proposta del mondo dell’acciaio italiano. Solo la malafede può dare a noi la colpa di una situazione di irresponsabilità di decenni. E la sinistra, che sta governando la Regione, ne ha ancora una parte dicendo a tutto “nо”».
Perché Meloni ha annunciato più trivelle? Non c’è stato un referendum contro?
«Cerchiamo di sfruttare le risorse che abbiamo. Ma, a differenza della sinistra che chiacchiera, questo governo è stato quello che ha più prodotto energia alternativa».
Sta per finire l’ultima proroga sul diesel. Poi?
«Speriamo si risolva la situazione internazionale. Il governo è stato puntuale nel dare sostegno. E soprattutto a fare controlli contro i furbetti pronti a fare profitti con i rialzi. Di questo ringraziamo la Guardia di Finanza per la serietà».
Tasserete gli extraprofitti delle società energetiche?
«Rispetto alla sinistra che parla solo, siamo uno dei pochi casi che gli aiuti da extra-profitti li abbiamo avuti».
In Sassonia l’AfD negli exit poll è al 44,5%. C’è chi grida all’allarme democratico e chi teme che Putin voglia dividere l’Ue. Voi?
«Noi di FdI abbiamo sempre rispettato la volontà popolare. Ma la sinistra non pensi di beneficiare delle polemiche altrui rivolgendole contro di noi. Ha gridato il pericolo fascismo ma qui non sono mai arrivati i “sabati di Mussolini”, solo i “venerdì di Landini”. Siamo una destra che si è sempre caratterizzata per essere fortemente democratica».
E Vannacci?
«Chi ci dà una mano aiuta il governo di destra. Chi ci attacca e vota contro dà una mano alla sinistra».
Sul ballottaggio subite il veto della Lega?
«Nessun veto. Riflettiamo insieme. Nella prima stesura c’era, dopo le audizioni è stato tolto. Ora una voce autorevolissima, l’ex presidente del Senato Pera, ne ha fatto un emendamento. Valutiamo su cosa sia utile per dare stabilità e rappresentatività. Non sui sondaggi: non porta bene».


