⁠“Chiudere le scuole per il Ramadan”, la folle richiesta del partito islamico

4702670 0051 aulascuolabis

Hanno dato battaglia ai crocifissi nelle scuole in nome della laicità, adesso vorrebbero interrompere le lezioni per permettere il rispetto del periodo sacro per i musulmani

Vorrebbero chiudere le scuole per il Ramadan, ecco l’ultima folle proposta del partito islamico in Italia. Una pratica che non ha niente a che vedere con il ruolo della scuola. Prima lanciano le crociate contro i crocifissi nelle scuole, poi chiedono di far chiudere i plessi per rispettare il ramadan. Ed il portavoce della battaglia è proprio un ex Pd, Francesco Tieri.

La folle richiesta del partito islamico

Il partito islamico ha richiesto la chiusura delle scuole per il periodo del ramadan. Proprio loro, infatti, hanno affermato che “dall’anno scolastico 2023-2024, al fine di massimizzare le ore di lezione effettive, l’istituto Iqal Masih ha deciso di utilizzare per tale ricorrenza una delle chiusure collettive che sono nella disponibilità dell’autonomia scolastica”.

Non solo, per loro questa folle iniziativa presa dall’istituto di Pioltello, a Milano, dovrebbe essere estesa addirittura alla Capitale, poiché “anche a Roma ci sono scuole con numeri che renderebbero sensato un intervento di questo tipo”.

Proposta che fa il paio con la circolare di una dirigente scolastica di Genova contenente gli accorgimenti per il Ramadan, compreso l’invito ai docenti a evitare verifiche e interrogazione nella prima settimana del mese sacro o in coincidenza con i giorni più simbolici, e in seguito a tenerle nelle prime ore di lezione per non gravare sugli studenti che rispettano il precetto islamico.

Battaglie contro i crocifissi, adesso vorrebbero imporre il ramadan

Dopo anni in cui la sinistra ha dato battaglia ai crocifissi all’interno delle scuole, ritenendoli non idonei ad un luogo d’istruzione poiché laico, adesso il partito islamico è arrivato a richiedere la chiusura dei plessi scolastici per il Ramadan. Serve ricordare, però, che non soltanto le scuole in Italia sono laiche ma anche che l’islam non ha ancora un accordo con lo Stato italiano.

E questo non perché l’Italia non voglia un accordo, come ha con le altre religioni, ma perché parte della comunità islamica non accetta alcuni valori espressi all’interno della nostra Costituzione. Modificare calendari ritmi scolastici in nome del Ramadan significa incidere sulla vita degli studenti non musulmani. Una forma di discriminazione al contrario.