Senza di noi la sinistra farebbe ancora le campagne elettorali nella comunità degli orrori
Quando entrò nel vivo il processo sul Forteto era in carica il Governo Renzi, con ministro della Giustizia Andrea Orlando. Proprio per questo suo ruolo l’allora guardasigilli è stato audito nel corso dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta. Orlando, ha ammesso di essere stato a conoscenza della situazione all’interno della comunità. E non poteva essere altrimenti, poiché, come ha ricordato il presidente della Commissione Francesco Michelotti, dopo la sentenza di primo grado “la Procura di Firenze inviò una relazione chiesta dal Ministero guidato da Orlando, ma in seguito ad essa i magistrati non furono mai chiamati dal Csm a rispondere in sede disciplinare”. Avrebbero avuto la possibilità di intervenire, ma non lo hanno fatto. Non solo: non fecero approfondimenti sui magistrati che si erano occupati degli affidi alla comunità degli orrori, ma si opposero persino alla richiesta di commissariamento della cooperativa, dopo che erano state rilevate tante e gravi anomalie. La verità è che se non fosse stato per la grande forza e lo straordinario coraggio delle vittime, della nostra tenacia nel chiedere giustizia e nel lavoro della Pubblico Ministero Ornella Galeotti, oggi la sinistra toscana al Forteto ci farebbe ancora le campagne elettorali, così come accaduto tante volte in passato.
Petrucci: “Orlando ha ammesso di essere stato a conoscenza della situazione”
”Oggi la commissione d’inchiesta sul Forteto ha avuto una risposta importante nel lavoro che sta portando avanti per individuare le responsabilità istituzionali su questa grave vicenda: Andrea Orlando, Ministro della giustizia del governo Renzi non promosse l’azione penale, come avrebbe potuto, sui magistrati responsabili e gli affidamenti alla comunità di Rodolfo Fiesoli.
Ascoltato oggi in audizione ha ammesso di essere stato perfettamente a conoscenza della situazione, descritta nella relazione sulle gravi responsabilità dei magistrati inviata dalla Procura di Firenze al ministero dopo la sentenza di primo grado. Quello che è emerso è grave: nessuna verifica fu effettuata sui magistrati ancora in servizio.
E furono molti, come appurato dal lavoro della Commissione d’inchiesta di questi mesi, a firmare affidamenti di minori al Forteto. Ma nessun supplemento di valutazione fu effettuato. Il governo Renzi, in carica allora, poteva intervenire dieci anni prima, ma non l’ha fatto.
E anzi ha affossato in Parlamento il commissariamento della cooperativa, oggi fallita, e l’istituzione di una Commissione d’inchiesta: gravi omissioni e perdite di tempo che hanno bloccato colpevolmente la ricerca della verità”, ha affermato il senatore di Fratelli d’Italia e componente della commissione d’inchiesta sul Forteto, Simona Petrucci.
Di Maggio: “Sinistra spieghi perché bloccò la ricerca della verità”
“La sinistra spieghi perché nel 2015, dopo la sentenza di primo grado, bloccò la ricerca della verità sul Forteto. L’allora ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ascoltato oggi in audizione in commissione d’inchiesta, ha confermato di fatto le gravi omissioni. Avrebbe potuto e dovuto esercitare l’azione disciplinare, prerogativa che gli affidava la legge, nei confronti dei magistrati colpevoli di aver affidato minori alla cooperativa agricola degli orrori.
Non lo fece, secondo la giustificazione che ha offerto, solo perché alcuni di questi non erano più in servizio, mentre bastava un banale controllo per verificare il coinvolgimento di numerosi altri giudici minorili ancora in servizio. Il governo Renzi bloccò anche il commissariamento della struttura e la commissione d’inchiesta: cosa c’è da nascondere? La commissione d’inchiesta continuerà a lavorare per fare luce su queste gravi omissioni”, ha incalzato la deputata di Fratelli d’Italia e membro della commissione d’inchiesta sul Forteto Grazia Di Maggio.
Senza di noi la sinistra ci farebbe ancora le campagne elettorali
Gli esponenti del Pd provino a rispondere alle domande che Fratelli d’Italia da 14 anni pone sul Forteto, la comunità degli abusi sui minori guidata da Fiesoli, il guru idolatrato dalla sinistra condannato poi a 15 anni di carcere. Da quando, nel 2012, in Consiglio regionale raccogliemmo le denunce delle vittime, non si è mosso nulla.
Per loro siamo sempre allo stesso punto. Continuano a negare i fatti, come la mancata azione disciplinare sui magistrati, alcuni dei quali, come ha ricordato recentemente la dottoressa Galeotti proprio in Commissione d’inchiesta, hanno fatto carriera. Oltre ai fatti negano anche la storia, come il commissariamento e la commissione d’inchiesta negati dal governo Renzi. E lo fanno perché non hanno risposte. Se non ci fossero state la forza delle vittime, della Pm Galeotti e la tenacia di alcuni politici mai rassegnati al sistema rosso toscano, la sinistra farebbe ancora le campagne elettorali al Forteto.


