Camera, via libera definitivo alla nuova legge elettorale

Dopo 35 anni gli italiani torneranno a decidere i propri parlamentari e, finalmente, anche i fuorisede potranno votare

Via libera definito della Camera alla nuova legge elettorale. Una legge che dopo molto tempo darà la possibilità agli italiani di poter scegliere tutto, dai parlamentari fino al candidato premier della coalizione. E mentre la sinistra, in questi 224 giorni in cui la legge è arrivata all’approvazione, continuava a parlare di legge elettorale, noi non ci siamo fermati ed abbiamo continuato a lavorare per gli italiani proseguendo la strada intrapresa e ottenendo sempre migliori risultati.

Meloni: “Gli italiani potranno scegliere tutto”

“Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare. Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta.

Allo stesso tempo introduciamo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico. Perché chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto.

Introduciamo anche il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge: una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani.

E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”, ha affermato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Mentre la sinistra parlava di legge elettorale, noi abbiamo prodotto risultati

Sono passati 224 giorni dal 26 febbraio, il giorno del deposito della legge approvata oggi in via definitiva alla Camera. 224 giorni in cui le opposizioni ogni giorno hanno trovato il tempo di attaccare questa proposta di legge elettorale. Nel frattempo noi – la coalizione di centrodestra e il governo Meloni – in questi 224 giorni aumentavamo le pene a chi aggrediva le Forze dell’Ordine.

Abbiamo approvato norme contro Maranza e Baby Gang; abbiamo incentivato i rimpatri volontari; abbiamo semplificato le norme per espellere clandestini; abbiamo approvato il piano casa di 10.000 alloggi; abbiamo velocizzato i progetti del PNRR, alleggerendo il peso burocratico dei piccoli comuni; abbiamo rinnovato i contratti a medici, infermieri, poliziotti e vari settori della pubblica amministrazione oltre ad aver creato ben 1.300.000 posti di lavoro.

Abbiamo approvato come Parlamento una legge di cui siamo orgogliosi grazie a Chiara Colosimo, “liberi di scegliere”, per togliere i figli ai mafiosi, perché è così che si combatte la criminalità organizzata. Abbiamo messo in campo il Coltiva Italia, un miliardo di euro in arrivo agli agricoltori, abbiamo approvato la svolta nucleare; abbiamo abolito il bollo auto per il 75% dei proprietari, abbiamo varato norme per l’integrazione nelle scuole

Abbiamo approvato il tetto agli stranieri i bambini che non parlano italiano per tutelare l’integrazione; abbiamo lavorato il price cap per controllare il prezzo dei carburanti. E mentre noi facevamo tutto questo la sinistra cosa faceva? Parlava male della legge elettorale, come se i problemi degli italiani fossero questi.

Le misure a sostegno delle donne

In questo periodo il governo Meloni ha introdotto anche molte novità per le donne e ottenuto grandi risultati. Primo tra tutti il record storico dell’occupazione femminile in Italia: ben 10 milioni. Perché difendere le donne non vuol dire difendere il posto in Parlamento bloccato da un uomo di qualcuno a sinistra, ma è difendere le donne fuori da questo palazzo, come ha fatto Giorgio Meloni e il nostro governo.

Ma non solo, siamo intervenuti anche nelle scuole vietando l’utilizzo del burqa e del niqab, perché le donne si difendono anche con la loro dignità.

Conte si ritrovò Presidente del Consiglio

E capiamo il nervosismo del Partito democratico, che non è mai andato al governo grazie al voto degli italiani, e dello stesso Giuseppe Conte che – addirittura – si è ritrovato Presidente del Consiglio dopo che il suo stesso partito aveva candidato Luigi Di Maio e aveva affermato che non sarebbero mai andati al governo , né con la lega né con il Pd.

Salvo poi ritrovarsi Giuseppe Conte, uno sconosciuto per gli italiani, al governo prima con la Lega e poi con il Partito Democratico. Lo stesso Conte che, durante il dibattito sulla legge elettorale, ha mostrato la foto di Scarpinato con Falcone e Borsellino senza ricordarsi, però, che anche nei dipinti dell’ultima cena Giuda è accanto a Gesù.

Dopo 35 anni tornato le preferenze

La sinistra è riuscita perfino a lamentarsi dell’introduzione delle preferenze. Non sarebbero quelle che volevano loro. Si scordano, però, che l’ultima volta che gli italiani hanno votato con le preferenze era il 1992. Nel 2027 saranno passati ben 35 anni dall’ultimo giorno in cui gli italiani hanno deciso i propri parlamentari.

E questo non grazie a qualche teoria della sinistra su come avrebbe voluto le preferenze, ma di come il centrodestra le ha inserite.

Entreremo nella Terza Repubblica

Con l’approvazione della nuova legge elettorale entreremo nella Terza Repubblica, una democrazia senza paralisi e ricatti di Palazzo, esattamente come auspicava Costantino Mortati. Entreremo nella Terza Repubblica con la democrazia dell’alternanza, grazie a una destra matura, come immaginava Pinuccio Tattarella.

Entreremo nella Terza Repubblica, una democrazia attenta ai territori, come voleva Umberto Bossi. Entreremo nella Terza Repubblica, una scelta di campo, come sognava il Presidente Berlusconi. Entreremo nella Terza Repubblica con l’Italia apprezzata nel mondo, come finalmente ci sta accompagnando Giorgia Meloni.