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Social: richiesta chiarimenti Agcom conferma nostra denuncia

I contenuti politici veicolati sulle piattaforme stanno subendo un’alterazione della visibilità: il rischio enorme è di essere ingiustificatamente tacitati

L’Agcom ha analizzato la segnalazione sottoscritta da 43 esponenti politici e 5 giornalisti in merito alla gestione dell’informazione politica sui social di Meta: Facebook, Instagram e Threads. L’azienda ha un grande potere controllando la quota maggiore dell’infrastruttura dell’informazione social in Italia, per questo è stato chiesto di verificare se avvenga una distorsione della concorrenza politica e un’inquinamento del voto democratico.

Fillini e Kelany: “Criticità nella gestione delle informazioni sui social”

“L’Agcom ha chiesto chiarimenti a Meta, dando seguito all’esposto che abbiamo presentato la settimana scorsa insieme ad altre forze politiche, per denunciare il controllo dell’informazione politica su Facebook, Instagram e Threads, i social network che fanno capo a Meta. Si tratta di un fatto particolarmente grave, se si considera che tutti i partiti sono in piena campagna elettorale.

Da sempre denunciamo le criticità della gestione dell’informazione sui social e sul tema abbiamo depositato una proposta di legge. In particolare, ci preoccupa il fatto che certe policy aziendali possano prevalere sul diritto interno, con un impatto significativo sulla libertà di espressione. I contenuti politici veicolati sulle piattaforme stanno subendo un’alterazione della visibilità, che espone tutte le formazioni politiche al rischio enorme di essere ingiustificatamente tacitate.

La decisione dell’Agcom dimostra che la nostra richiesta di informazioni è fondata e che l’azienda deve fornire delle risposte”, hanno dichiarato i Deputati di Fratelli d’Italia Francesco Filini e Sara Kelany.

Ecco cosa viene contestato a Meta

Agcom, come si legge in una sua nota, contesta a Meta: “una possibile violazione del Titolo VI, art. 30 della delibera n.90/24/CONS da parte della società Meta Platforms, Inc.”. In particolare, viene segnalata da parte di Meta l’implementazione, sin dal 2021, di policy mirate al controllo dell’informazione politica, sociale e civica che si tradurrebbe in alterazioni della visibilità dei contenuti nei confronti degli utenti delle piattaforme Facebook, Instagram e Threads”.

Agcom: “Presunta violazione del Digital Services Act”

“Inoltre i segnalanti sottolineano che le specifiche modalità con le quali Meta opera tali decisioni sono sconosciute. All’esito dell’analisi dell’esposto, il Consiglio ha deciso, con l’astensione della Commissaria Elisa Giomi, di trasmettere una richiesta di informazioni e osservazioni in merito a quanto segnalato alla Società Meta Platforms Ireland Limited, ai sensi della delibera 90/24/CONS relativa alle ‘disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo spettanti all’Italia fissata per i giorni 8 e 9 giugno 2024’.

L’articolo 30, prevede, infatti, che ‘le piattaforme online sono tenute ad assumere ogni utile iniziativa volta ad assicurare il rispetto dei principi di tutela del pluralismo della libertà di espressione, dell’imparzialità, indipendenza e obiettività dell’informazione’. Considerato inoltre il procedimento avviato dalla Commissione europea il 30 aprile scorso nei confronti della stessa Meta per la presunta violazione del Digital Services Act (DSA), il Consiglio ha assunto all’unanimità la decisione che l’Autorità, in qualità di Coordinatore dei Servizi Digitali (DSC) per l’Italia, trasmetterà la segnalazione e le informazioni provenienti dalla società Meta, non appena disponibili, alla Commissione europea”, ha affermato Agcom.