Sicurezza, occorre lavorare tutti nella stessa direzione

Dopo anni di lassismo della sinistra il governo Meloni ha invertito la tendenza varando numerosi interventi. E continuerà a farlo

Tanti gli interventi del governo Meloni in materia di sicurezza: dal decreto Sicurezza fino al decreto Terra dei Fuochi. Un lavoro importante che continueremo a portare avanti, come affermato anche da Giorgia Meloni durante la conferenza di inizio anno: “Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla materia della sicurezza in questi tre anni. Chiaramente anni di lassismo non sono facili da cancellare, ma dico anche che i risultati per me non sono sufficienti. Penso che questo debba essere l’anno in cui si cambia passo su questa materia della sicurezza, in cui si fa ancora di più. Però voglio anche rivendicare che ci abbiamo lavorato molto”.

Le iniziative del governo Meloni

“Sono moltissime le iniziative che abbiamo varato e che vale la pena di ricordare velocemente: assunti 30mila nuovi operatori delle Forze dell’Ordine; stanziato un miliardo e mezzo per il rinnovo dei contratti nel settore della difesa, della sicurezza e del soccorso; sbloccato investimenti che erano fermi da molto tempo e questo ci ha consentito anche di potenziare i mezzi.

Il famoso decreto sicurezza, molto contestato dalle opposizioni che oggi invocano sicurezza, con il quale abbiamo dato risposta ad alcuni dei reati che impattano di più sulla quotidianità delle persone – tra cui ricorderete il tema dell’occupazione abusiva, le truffe agli anziani, l’accattonaggio, la violenza contro le Forze dell’Ordine, i borseggi, il blocco delle strade e delle ferrovie”, così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricordando ciò che il governo ha già varato in materia di sicurezza.

Lotta alla mafia: 120 latitanti catturati, 7 miliardi di euro e 18mila beni confiscati

Occorre poi ricordare i numeri relativi al contrasto alla mafia: “In questi anni abbiamo visto 120 latitanti catturati, migliaia di arresti, 7 miliardi di beni sottratti alla criminalità e 18 mila beni confiscati alla mafia che sono tornati nella disponibilità dei cittadini e che oggi ospitano progetti sociali o presidi delle Forze dell’Ordine.

Meloni: “Provvedimenti cominciano a dare risultati”

“Poi c’è tutto il lavoro che abbiamo fatto su Caivano e le “altre Caivano” per combattere le zone franche, cioè dare il segnale che lo Stato non indietreggiava e non faceva finta di niente in territori che erano troppo a lungo stati abbandonati. Abbiamo potenziato “Strade sicure”, “Stazioni sicure”, abbiamo avviato le azioni ad alto impatto, abbiamo sgomberato oltre 220 interi stabili e quasi 4000 case che sono state restituite ai legittimi proprietari. Abbiamo diminuito di oltre il 60 per cento gli arrivi di immigrati illegali che, come si sa, impattano sulla sicurezza in maniera significativa, ma sicuramente, ripeto, bisogna fare di più. 

Ci sono altri provvedimenti che stiamo studiando, uno riguarda proprio il tema delle baby gang, altra situazione fuori controllo, ma non è solamente questo il tema di cui ci vogliamo occupare. Voglio dire che in qualche maniera alcuni di questi provvedimenti cominciano a dare dei risultati, perché i dati dicono che nei primi dieci mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, ha proseguito Meloni. 

Meloni: “Lavorare tutti nella stessa direzione”

“Dopodiché, credo che se vogliamo garantire sicurezza per i nostri cittadini occorra anche lavorare tutti nella stessa direzione. Significa che lo deve fare il governo, significa che lo devono fare le forze di polizia, significa che lo deve fare anche la magistratura, che è fondamentale in questo disegno.”, così Meloni proseguendo nel suo intervento, ricordando alcuni casi recenti e rinnovando le condoglianze alla famiglia del capotreno ucciso.

L’imam di Torino liberato dai giudici ed altri casi

Proprio sulla necessità di lavorare nella stessa direzione Meloni ha citato alcuni vicende: “Ricordo il caso dell’Imam di Torino: la polizia ne dimostra la pericolosità per i suoi contatti con i jihadisti, il Ministro Piantedosi ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di 9 anni, era stata più volte denunciata dalle Forze dell’Ordine e dai servizi sociali per i pregressi tentativi di omicidio del figlio, l’autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Sempre lo scorso novembre, ad Acerra una persona viene arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi nella Terra dei fuochi.

È stato arrestato grazie ai provvedimenti del governo nel Decreto Terra dei fuochi, dopo poche ore è stato rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria. Io posso farle decine di questi esempi e chiaramente quando questo accade non è solamente vano il lavoro del Parlamento, è soprattutto vano il lavoro che fanno le Forze dell’Ordine, rischiando. Quindi penso che, su questo, un appello a lavorare tutti nella stessa direzione per garantire la sicurezza dei cittadini possa fare la differenza”, ha concluso il Presidente Meloni.