Tra chi festeggia l’esito della consultazione sulla riforma della giustizia sostenitori di Hamas e imam che elogiano i bombardamenti del regime iraniano. E ora scendono in piazza per la Sharia
Dall’imam di Torino fino ai collaboratori e sostenitori di Hannoun passando per uno dei fondatori dell’Unione comunità islamiche in Italia: c’è una schiera di islamisti in Italia che si sta intestando il risultato del referendum sulla giustizia. Parlano di democrazia, ma sono gli stessi che elogiano i bombardamenti del regime iraniano e le operazioni dei terroristi di Hamas.
Islamici fanno proprio il contributo per il No al referendum
Dopo il referendum sulla riforma della giustizia c’è chi tra gli islamici rivendica il contributo addirittura decisivo per vittoria del no apportato dal voto degli islamici in Italia. Tra questi anche uno dei fondatori dell’Ucoii, l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, che, attaccando Il Giornale, Il Tempo, Libero ed altri media, ha affermato come i circa 1,7 milioni di voti di margine per la vittoria siano proprio quelli degli islamici in Italia. Una posizione assurda che peraltro aveva anticipato pochi giorni prima del voto in questo articolo.
Adesso chiedono la sharia
Proprio tra i profili di chi rivendica una vittoria del No dovuta ai voti degli islamici troviamo adesso commenti che mostrano il vero volto di chi, da sempre, si è schierato con Hannoun e compagni vari. Tra i commenti possiamo trovare chi scrive “significa no al governo complice di Israele” o, peggio, c’è proprio chi chiederebbe di far diventare l’Italia uno stato islamico con commenti del tipo: “Ora islam e sharia”.
Gli stessi che stavano con Hannoun
Parliamo di esponenti della comunità islamica che sono stati vicini ad Hannoun e a Shanin. Ma non solo. Tra questi possiamo trovare anche personaggi come l’imam di Torino che ha più volte elogiato il lancio dei missili iraniani ed il regime iraniano. Oppure chi ha appoggiato apertamente la causa di Hamas.
Rivendicano il risultato al referendum, ma sono gli stessi che si sono sempre espressi a favore di Hamas e del regime islamico. E sono sempre loro quelli che scendono in piazza con chi, come i CARC, decide di raffigurare l’immagine del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a testa in giù o con chi decide di bruciare proprio la sua immagine.


