Piacenza, la moschea finanziava Hannoun

Dopo il caso di Milano si allarga la rete delle moschee che hanno portato fondi ad Hamas tramite l’associazione di Hannoun

Più di 700mila euro di finanziamenti fatti passare come “aiuti alla popolazione di Gaza” dirottati verso i conti dei terroristi di Hamas. Soldi usati per finanziare il terrorismo islamico. Ecco la realtà dietro la rete di moschee che supportava Mohammed Hannoun, presidente dell’associazione palestinesi in Italia, adesso in carcere.

La moschea di Piacenza ed i soldi ad Hamas

Stando ad un video di promozione degli aiuti a Gaza fatto dalla moschea di Piacenza anche quest’ultima, insieme alla moschea di Milano, avrebbe legami con l’Asbpp, l’associazione di Hannoun che avrebbe passato fondi destinati a Gaza ad Hamas. L’invito scritto sui social parla per sé: “I volontari dell’Associazione orfani di Gaza, con il sostegno della moschea Mariam di Milano, stanno preparando pasti caldi da distribuire agli orfani e alle famiglie più bisognose.

Questo è il cuore del Progetto pasti caldi Gaza: trasformare la solidarietà di Milano in speranza concreta per chi ogni giorno lotta per sopravvivere. Ogni donazione è il filo che unisce Milano a Gaza”. Ma non solo. Oltre al chiaro sostegno alla moschea di Milano, che si è scoperto passare finanziamenti ad Hamas, si può trovare anche il logo dell’associazione islamica di Milano e quello di Abspp. Peccato che le donazioni poi hanno preso direzioni diverse.

Fondi passati ad Hamas

La moschea avrebbe, secondo l’inchiesta condotta da Il Giornale, portato avanti progetti come il “pasto per gaza” insieme alla moschea di Milano. Proprio tramite questi progetti, fatti passare come “benefici”, le moschee avrebbero raccolto i fondi e che, in parte, questi sarebbero stati poi destinati da Asbpp verso i gruppi terroristici di Hamas.

Il Gip: “16 associazioni risultano legate ad Hamas”

“Quanto alle uscite, nel periodo dal 2/1/2017 al 6/9/2023 (data dell’ultimo bonifico rilevato su questi conti), sono stati disposti n. 168 bonifici verso organismi stranieri per complessivi 1.558.557,43 euro, di cui 738.644,56 euro sono stati inviati a n. 16 entità aventi iban palestinesi dichiarate come associazioni caritatevoli con finalità di beneficenza (con causali pagamento adozione a distanza orfani, pacchi viveri, progetto Ramadan 2018 pasti caldi, sostegno famiglia, progetto cartella scolastica ecc.), la maggior parte delle quali alla luce delle emergenze delle indagini, risultano essere legate ad Hamas”, così quanto scritto nell’ordinanza del Gip che ha disposto la custodia cautelare in carcere di Hannoun.

5 Stelle in piazza con chi sostiene Hannoun

E mentre proseguono le indagini per fare luce sui fondi “benefici” destinati poi ad Hamas, associazioni islamiche e non che scenderanno in piazza il 10 gennaio per protestare contro l’arresto di quest’ultimo. In particolare l’api ha promosso il corteo affermando che: “La solidarietà non si arresta. Libertà per Mohamed Hannoun. Libertà per Raed Dawoud. Libertà per Yaser Assaly. Libertà per tutti i prigionieri palestinesi.

Ci vediamo in corteo sabato 10 per portare solidarietà alla Palestina e ai nostri compagni che sono stati arrestati per aver espresso dissenso e solidarietà. La solidarietà è una forza collettiva: esserci è importante”. Insieme a loro anche il Movimento 5 Stelle di Sesto San Giovanni e Milano, così come l’associazione “Schierarsi”, che fa capo all’ex grillino Alessandro Di Battista.