Cerca
Close this search box.
Cerca
Close this search box.

Non accettiamo dalla sinistra patenti di democrazia

C’è una certa sinistra che con la scusa dell’antifascismo vorrebbe impedire il libero confronto democratico, perché vogliono stabilire che quelli che non la pensano come loro non hanno la loro stessa dignità di stare nelle istituzioni

“Ma almeno oggi tornate nelle fogne e tacete…”, scriveva così ieri il Rettore dell’Università per Stranieri di Pisa, Tomaso Montanari, rivolgendosi al Secolo d’Italia e mentre a Bologna – durante un corteo organizzato dagli antagonisti – venivano bruciati manifesti del Presidente Meloni, a Milano – nel corteo per le celebrazioni del 25 aprile – i pro Palestina hanno attaccato la Brigata ebraica. La verità è che c’è una certa sinistra che con la scusa dell’antifascismo vorrebbe impedire il libero confronto democratico, perché vogliono stabilire che quelli che non la pensano come loro non hanno la loro stessa dignità di stare nelle istituzioni. Noi non accettiamo patenti di democrazia dalla sinistra.

“Tornate nelle fogne”: l’attacco del Rettore Montanari al Secolo d’Italia, intervenga la Crui

“Ma almeno oggi tornate nelle fogne e tacete”, scrive sul suo profilo il Rettore Tomaso Montanari rivolgendosi al Secolo d’Italia. Quel ‘tornate nelle fogne’ veniva usato dalle frange extraparlamentari di sinistra negli anni di piombo, facendo seguire alle parole pestaggi e agguati a militanti del Msi. È questa la libertà di espressione che certi nostalgici degli anni più bui vogliono predicare?

“Non solo esprimo solidarietà al direttore del Secolo dopo il volgare attacco del reticente Montanari, seminatore (di odio) anziché rettore, ma credo sia utile cogliere l’occasione di questo ennesimo insulto, gratuito e squalificante per chi lo fa, per richiamare l’attenzione delle istituzioni verso una forma di diffamazione acuta. La stessa di cui è stato preda Canfora quando ha insultato il premier, la stessa che muove una certa bava alla bocca di chi, avendo perso le elezioni, lascia il terreno della democrazia per abbracciare quello della scurrile dialettica”. Così in una nota il senatore di Fdi, Roberto Menia.

Clicca qui per leggere l’editoriale di Rapisarda, Direttore de Il Secolo d’Italia, sulle parole di Montanari.

A Bologna bruciano le foto della Presidente Meloni

Alcuni manifesti che ritraevano il Presidente Giorgia Meloni sono stati bruciati nel corso di un corteo antagonista a Bologna, organizzato dal Cua e da altri collettivi. Il gruppo ha sfilato per il 25 aprile in alcune strade della città. Sono sempre i soliti “bravi ragazzi” dei centri sociali che usano violenza per impedire a chiunque non la pensi come loro di esprimere la propria opinione.

“Durante un corteo per il 25 aprile tenutosi a Bologna, i soliti noti hanno dato alle fiamme alcune foto del Presidente Giorgia Meloni cercando di innalzare ancor più il clima di contrapposizione che già da tempo stanno spargendo. Nell’esprimere solidarietà alla Presidente del Consiglio, mi chiedo come possano costoro che dicono di fare della libertà di pensiero un proprio principio fondamentale, pretendere di impartire lezioni di rispetto, democrazia e tolleranza a chiunque”. Lo dichiara Galeazzo Bignami, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Pro Palestina attaccano la Brigata ebraica al corteo del 25 aprile

Calci, pugni e spinte. Poi l’intervento della Polizia. Tensioni durante il corteo per le celebrazioni del 25 aprile. Un gruppo di pro Palestina ha attaccato la Brigata ebraica che sfilava nel corteo. Due i momenti di tensione: il primo davanti al Mc Donald’s, dove un gruppo di giovani pro Palestina ha cercato di sfondare il cordone creato dai City Angels a protezione dello spezzone della Brigata ebraica, al grido di “fuori i sionisti dal corteo. Qui ci sono stati alcuni minuti di scontri fisici, in cui sono state scagliate sedie contro i baschi e contro i giornalisti. Tra i bersagli anche il cane di un passante, sollevato da terra per il collare e brandito contro la folla. Altre tensioni sono avvenute intorno alle 16.30 nel cuore della piazza, dove un gruppo di giovani filo palestinesi, giunti in Duomo ore prima dell’arrivo del corteo ufficiale, ha tentato di sfondare la barriera con le transenne predisposta a protezione del palco. “Immediatamente intervenuti contingenti delle forze dell’ordine che hanno contenuto il gruppo”, riferisce la questura.

Un egiziano di 19 anni è stato arrestato per aver colpito con un bastone un addetto alla sicurezza della Brigata ebraica a margine della manifestazione del 25 Aprile a Milano. Si tratta di un giovane che con altri otto, tutti nordafricani, slegati dalla manifestazione pro Palestina in corso in piazza Duomo, era nei pressi di un fast food e a calci, pugni e con un’asta, si è scagliato contro lo schieramento della Brigata ebraica. Sono stati tutti denunciati per istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa mentre l’egiziano è stato arrestato e denunciato anche per il possesso di un bastone.