Askatasuna, hanno picchiato le Forze dell’Ordine: in due già liberi

E c’è chi vorrebbe dire che la riforma della giustizia non sia una priorità per l’Italia

Due tra i criminali di Askatasuna arrestati dopo le violenze di piazza del 31 gennaio a Torino sono già liberi. Ecco l’ennesima presa in giro a tutti i cittadini italiani per bene che non si mettono, come invece fanno questi facinorosi amici della sinistra, a picchiare con un martello gli agenti della Polizia. Il governo pensa alla sicurezza degli italiani, le Forze dell’Ordine arrestano i delinquenti e certa magistratura li libera dopo poche ore. E pensare che qualcuno, a sinistra, ha avuto il coraggio di criticare le parole di Giorgia Meloni successive agli scontri. Un appello alla magistratura a non rendere vano il lavoro delle Forze dell’Ordine scarcerando i responsabili. Quel che è puntualmente accaduto. Anche per questo il sistema Giustizia deve essere riformato.

Scarcerati due dei tre arrestati

Dopo le violenze di piazza, durante le quali moltissimi tra agenti della Polizia, Carabinieri e Finanzieri, sono stati assaltati dagli estremisti di Askatasuna, le Forze dell’Ordine avevano arrestato tre soggetti. Eppure già a pochi giorni dall’accaduto due di questi sono già stati liberati. Proprio così, tal Matteo Campaner e tal Pietro Desideri, arrestati con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, sono stati scarcerati con obbligo di firma dal gip del tribunale di Torino all’esito dell’udienza di convalida.

Domiciliari per l’aggressore toscano

Il terzo dei violenti arrestati dalle Forze dell’Ordine durante la guerriglia urbana di Torino è tal Angelo Simionato. Si tratta di un 22enne grossetano arrestato dalla Digos perché sospettato di aver preso parte all’aggressione nei confronti di un agente di Polizia, della quale è circolato il video. E’ stato il primo ad essere iscritto nel registro degli indagati, accusato di aver preso parte al pestaggio, seppur con un ruolo marginale: per lui sono scattati i domiciliari.

Riforma della giustizia mai così necessaria

Ancora una volta ci troviamo di fronte agli stessi casi. Il governo Meloni crea le norme più stringenti per garantire la sicurezza degli italiani. Violenti estremisti, difesi dalla sinistra, aggrediscono in maniera brutale gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine e mettono a ferro ed a fuoco le nostre città. Gli agenti li arrestano e, puntualmente, taluni magistrati li liberano.

Quanto è successo a Torino, come ha scritto il Giudice per le indagini preliminari Irene Giani nelle ordinanze relative ai provvedimenti delle persone fermate, è stata “una guerriglia urbana”, preceduta da un’azione “evidentemente preordinata e organizzata”. Davanti a uno scenario simile e alla scarcerazione degli arrestati difficile non pensare alle parole del Presidente del Consiglio messe nero su bianco poco dopogli scontri.

“Il governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere”. Parole che hano suscitato reazioni indignate della sinistra. I fatti parlano da soli.