Frana di Niscemi, le immagini shock: Meloni in Sicilia senza passerelle

“Ho voluto essere presente per seguire da vicino la situazione, incontrare le istituzioni locali e ribadire la vicinanza dello Stato”

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è andata in Sicilia a fare un sopralluogo, senza passerelle, senza sceneggiate e senza colpi di teatro ma per rendersi conto di persona della situazione e fare gli interventi necessari. Meloni ha sorvolato in elicottero la frana di Niscemi assicurando che “quanto accaduto per le frane del 1997 non si ripeterà”. Serve il ponte sullo Stretto e servono interventi in Sicilia dopo questo disastro. Servono entrambe le cose.

Meloni: “Governo è a lavoro per sostenere i territori colpiti”

“Oggi sono stata in Sicilia, nei territori duramente colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato anche la Sardegna e la Calabria. Ho voluto essere presente per seguire da vicino la situazione, incontrare le istituzioni locali e ribadire la vicinanza dello Stato alle comunità che stanno affrontando momenti difficili.

Il governo è al lavoro per sostenere i territori colpiti, garantire assistenza immediata e avviare gli interventi necessari per superare l’emergenza e ripristinare le condizioni di normalità. Ringrazio la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le amministrazioni locali e tutti coloro che stanno operando con professionalità e dedizione in queste ore complesse.

Continueremo a seguire l’evoluzione della situazione con la massima attenzione”, così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni riguardo alla drammatica situazione che sta affliggendo le zone del Sud Italia ed, in particolare, la Sicilia.

100 milioni erano prime risorse, arriveranno maggiori stanziamenti

“Abbiamo accompagnato la dichiarazione dello Stato di emergenza con un primo stanziamento da 100 milioni di euro per il quale, vi devo dire, sono un po’ dispiaciuta per le polemiche, soprattutto qui in Sicilia. Nelle riunioni che noi abbiamo fatto anche prima del Consiglio dei Ministri con i presidenti delle tre Regioni coinvolte (Sicilia, Calabria e Sardegna, ndr) abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale per dare intanto un contributo immediato, una tantum, ai cittadini, alle aziende colpite, per consentire la sospensione dei mutui, per dare ai sindaci e alle autorità locali le prime risorse necessarie.

Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre Regioni, ma questo io l’ho ampiamente chiarito anche quando si è trattato dell’Emilia Romagna che viene spesso citata. Il decreto che poi affrontava in maniera complessiva le necessità del territorio, per il dramma che c’era stato, allora è arrivato dopo qualche settimana”, ha affermato Meloni in una riunione in Sicilia.

La frana del 1997 non si ripeterà

Il Presidente Meloni ha effettuato un sopralluogo della frana di Niscemi, che ha provocato lo sgombero di 1.500 persone, sorvolando con un elicottero. Si è poi confrontata con i tecnici per avere un quadro generale più completo. Ha poi rassicurato: “Quanto accaduto per la frane del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere.

La situazione è particolarmente complessa – ha proseguito Meloni – questa mattina noi ci siamo concentrati soprattutto sulla necessità di dare risposte ai circa 1.500 attuali sfollati, poi si capirà quanti sono quelli definitivi. Come sapete la frana si sta ancora muovendo, ed è la parte più difficile di questo ragionamento.

Ma sicuramente noi, con il Ministro Musumeci, per le case che si trovano proprio sull’orlo del precipizio possiamo intervenire con Casa Italia, abbiamo le risorse per intervenire anche da subito”, ha spiegato durante la riunione a Catania. Finché non si ferma la frana noi non siamo in grado di definire quale sia la parte di questa attuale zona rossa, 150 metri ma chiaramente molto precauzionali, che effettivamente va definitivamente perimetrata.

Finché questo non accade il lavoro sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione totale non si può iniziare. Ci siamo dati appuntamento tra massimo due settimane sperando che chiaramente le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all’argilla di asciugarsi e quindi di sedimentare la situazione”.