Non permetteremo che qualcuno lucri sulle spalle dei cittadini italiani
Con il conflitto in Iran e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz stanno venendo meno le forniture di gas e petrolio. Circa il 20% in meno a livello mondiale. Questo potrà incidere sui prezzi delle materie, ma il governo Meloni è già al lavoro per evitare le speculazioni sui prezzi. Non lasceremo che qualcuno possa lucrare sulle spalle dei cittadini italiani.
Meloni pronta ad aumentare le tasse a chi specula
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuto in maniera chiara e netta in merito alle conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz: “Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell’energia e dei generi alimentari”. Il governo, ha fatto sapere Meloni, ha già interloquito con il Presidente di Arera l’attivazione dei meccanismi per evitare fenomeni speculativi.
“Ha una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta”, ha proseguito Meloni, sottolinenando poi come sia pronta per “aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”.
Impediremo la speculazione
Il governo Meloni si è attivato in maniera repentina per poter evitare ripercussioni economiche, derivanti dal conflitto in Iran, sui cittadini italiani. Come affermato dal Ministro Pichetto Fratin in un’intervista, l’Italia ad oggi è la Nazione europea con lo stoccaggio di gas più alto: il 45%, il doppio rispetto alla Germania. Adesso l’obiettivo è trovare flussi sostitutivi di gas per poter iniziare a riempire le riserve da metà aprile.
Il governo sta valutando le varie possibilità per poter accedere a forniture di gas al prezzo più conveniente. L’Italia può vantare una sicurezza maggiore rispetto ad altri Paesi grazie agli accordi internazionali sulle forniture, come ricordato dal ministro, infatti: “Oggi il nostro Paese ha cinque punti di ingresso del gas via tubo e cinque via nave”.


