Migranti, a Firenze bloccato il 68% dei trasferimenti nei Cpr

Anomalia fiorentina: nei primi mesi del 2026, secondo i dati della Usl Toscana Centro, ben 34 migranti su 50 sottoposti a visita non sono stati dichiarati idonei ai Centri di permanenza per il rimpatrio

A Firenze nei primi quattro mesi del 2026 quasi il 70 percento dei migranti sottoposto a visita medica in vista del trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio è stato giudicato non idoneo. Con il conseguente blocco dell’assegnazione a uno dei Cpr attivi in Italia. Un numero che differisce in maniera netta rispetto al dato regionale e che lascia aperti alcuni interrogativi, a maggior ragione dopo l’inchiesta di Ravenna sui medici “ant-cpr” che avrebbero emesso certificati falsi. Un’anomalia, quella fiorentina, che è suonata, ancor prima delle recenti perquisizioni, come un campanello d’allarme per Fratelli d’Italia.

L’iter per il trasferimento dei migranti irregolari nei Cpr

Prima di essere assegnati a un Cpr i migranti irregolari che hanno commesso reati devono essere sottoposti a visita medica di idoneità. Il trasferimento, infatti, non è possibile nel caso in cui il soggetto in questioni abbia delle patologie infettive, psichiatriche o malattie croniche. Ma non solo.

A quanto risulta, alcuni migranti irregolari evitano il Cpr facendosi scudo di altre motivazioni. Secondo quanto riportato nei documenti dell’Usl, è emerso come possa essere dichiarata l’idoneità nel caso in cui l’accertamento medico non risulti possibile a causa delle “barriere linguistica non superabile”. Insomma, se il migrante parla, come si potrebbe pensare, una lingua che il medico non può comprendere allora non deve essere trasferito nel Cpr per il rimpatrio.

A Firenze bloccato il 68% dei trasferimenti

I dati relativi ai trasferimenti dalla Toscana ai Cpr fuori regione parlano chiaro. Rispetto ad una media costante in tutte le province della Toscana, Firenze registra un anomalo 68% di migranti a cui è stato bloccato il trasferimento dopo la valutazione medica. Nello specifico parliamo delle visite eseguite all’ospedale Santa Maria Annunziata in cui sono stati visitati 50 migranti nei primi quattro mesi del 2026.

Di questi ben 34 sono risultati non idonei con il conseguente blocco del trasferimento. Ma non è un caso. Anche nel 2025, dati alla mano, 46 migranti su 105 visitati risultarono non idonei.

Consiglieri FdI Toscana: “Non possono esserci zone d’ombra”

“Le notizie di oggi confermano i dubbi che avevamo sollevato in Consiglio regionale. L’interrogazione presentata nei mesi scorsi all’assessore alla Sanità Monia Monni si è rivelata necessaria per fare luce sul fenomeno” ha affermato il consigliere regionale di FdI in Toscana Diego Petrucci.

“La politica non può accorgersi dei problemi soltanto quando arrivano le perquisizioni”, hanno aggiunto i consiglieri regionali di FdI in Toscana Jacopo Cellai e Matteo Zoppini, parlando di dati “inquietanti” e sottolineando la necessità di approfondire la questione.

“Se da una parte c’è un governo che sta lavorando per contrastare l’immigrazione clandestina e rendere effettivi i rimpatri di chi non ha diritto di restare in Italia, dall’altra è doveroso capire se qualcuno possa aver cercato di ostacolare questo lavoro, finanche arrivando, come ipotizzato dall’inchiesta, a violare la legge per impedire l’applicazione delle procedure di rimpatrio. Se così fosse, sarebbe una condotta intollerabile. Su questo non possono esserci zone d’ombra: chiunque abbia sbagliato dovrà risponderne”.