«Dietro la libertà di manifestare di alcuni si nascondono veri e propri tentativi di assalto al cuore dello Stato». La mia intervista a “Come States”

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«Non ci può essere sicurezza senza giustizia: se le forze di polizia fanno tanto per arrestare dei criminali e poi il magistrato di turno per motivi ideologici libera il criminale e magari indaga il poliziotto, c’è un problema»

Gli scontri provocati dai centri sociali e il decreto Sicurezza, oltre al rapporto con gli Stati Uniti, al referendum sulla giustizia, ai conflitti in Europa e Medio Oriente. Questo e altro nella conversazione con Eleonora Tomassi, conduttrice della rubrica atlantica de “iltempoquotidiano.it”. Un’intervista a 360 gradi con al centro – inevitabilemente, visto il nome della rubrica – i temi dell’atlantismo e dei rapporti tra Stati Uniti e Italia. Di seguito alcuni stralci, nel video l’intervista integrale.

I rapporti con gli Stati Uniti

“L’alleanza atlantica – ho ribadito – rimane un perno fondamentale, ma non per Fratelli d’Italia e per la destra, ma per la democrazia, per l’Occidente, per la libertà, per i nostri valori. Si tratta di questo. Non è un luogo geografico l’Occidente, ma è il posto dove una donna può uscire di casa liberamente e ha gli stessi diritti di un uomo, è il posto dove esiste la proprietà privata, dove deve esistere la garanzia della sicurezza, dove esiste la democrazia, dove esiste il diritto e questi valori li dobbiamo difendere”.

Altrettanto inevitabile toccare il tema della diversità di giudizio della sinistra sull’atlantismo a seconda di chi siede alla Casa Bianca. “Credo non spetti a noi dare un giudizio su Trump. È una follia pensare che in Italia si debba dare giudizi sui governi di tutto il mondo. Il popolo americano l’ha scelto, e noi lo dobbiamo rispettare. La prossima volta che ci saranno le elezioni, quelle di midterm e quelle dopo, darà il proprio gradimento a Trump. La sinistra non è riuscita a farsi votare in Italia dagli italiani, ora vuole dare i giudizi su cosa votano gli americani e gli Stati Uniti. Io fossi loro mi farei un esame di coscienza”.

Circa le polemiche sui giudizi di Donald Trump sull’Europa ho risposto che “il problema non è quello che dice Trump dell’Europa, ma quello che l’Europa fa per gli europei. Quante volte abbiamo parlato dei dazi degli Stati Uniti, ma quanti sono i danni economici fatti dalle scelte europee alle aziende europee? Penso al Green Deal e a tante altre norme: lacci e lacciuoli che l’Europa impone ai cittadini e alle aziende europee. Quelle danneggiano economicamente le aziende europee molto più dei dazi di Trump”.

“Strizzare l’occhio a frange estreme può essere pericoloso”

Partendo dallo spunto delle polemiche circa la presenza degli agenti dell’ICE per le Olimpiadi invernali, la conversazione ha toccato il tema degli scontri di Torino e del decreto Sicurezza. “Non ci piace una nazione in cui il poliziotto e il carabiniere che inseguono un criminale, quando lo fermano il criminale facendogli male a una spalla, finisce che il criminale dopo due ore è libero per un magistrato rosso. E lo stesso magistrato rosso magari al poliziotto lo indaga per 10 anni. Non può funzionare così.

E non può funzionare che si nasconda dietro la libertà di manifestare i tentativi di un vero e proprio assalto al cuore dello Stato. Io ho organizzato centinaia di manifestazioni e ho partecipato a migliaia. Non mi sono mai coperto il volto, non ho mai tirato le bombe carta contro la polizia, non ho mai avuto scontri diretti, ho sempre difeso la mia libertà e le mie opinioni anche in momenti difficili, anche in situazioni comunque provocatorie.

Sul fermo preventivo hanno fatto una polemica surreale, sbagliata e pericolosa. Si critica il ministro degli Interni perché non ha fatto prevenzione. Poi si crea lo strumento per fare le prevenzioni e si critica lo stesso. In realtà c’è una volontà, da un lato, di dire che sbaglia sempre la Meloni perché non riescono a dire altro; dall’altro temo anche di strizzare l’occhio a delle frange estreme nella speranza di raccogliere qualche voto. Tutto questo è pericoloso perché dare la colpa al ministro degli Interni e alle forze di polizia degli scontri vuol dire assolvere invece i criminali”.

Per quanto riguarda le polemiche sull’ICE, l’essere fisicamente davanti a Palazzo Chigi per l’intervista mi ha permesso di ricordare un esempio della qualità delle Forze dell’Ordine italiane. “Ricordo che proprio in questa piazza c’è stato Giangrande che era un maresciallo dei Carabinieri che, mentre si insediava il governo Letta, per difendere i cittadini che erano in piazza da un uomo con la pistola, ha subito purtroppo delle conseguenze per tutta la vita. Hanno fermato quell’uomo senza sparare un colpo. Queste sono le nostre donne e uomini in divisa: dobbiamo solo essere loro grati. Raccontare diversamente le forze di polizia non solo è un regalo ai criminali ma indebolisce le istituzioni”.

Non c’è sicurezza senza giustizia

Alla domanda sul perché è interesse dei cittadini questa riforma ho indicato tre questioni che riguardano la sicurezza, l’economia e l’equilibrio tra i poteri.

“Non ci può essere sicurezza senza giustizia: se le forze di polizia fanno tanto per arrestare dei criminali e poi il magistrato di turno per motivi ideologici libera il criminale e magari indaga il poliziotto, c’è un problema. C’è il tema economico, perché con una giustizia che funziona, funziona meglio anche l’economia. C’è il tema dell’equilibrio tra poteri. La magistratura deve essere liberata dalle logiche della politica. La la sinistra sta dicendo che la destra vuole mettere le mani sulla magistratura, ma la magistratura è controllata dal governo. Fino ad oggi il CSM, l’organismo che controlla i magistrati e che decide la carriera dei magistrati, è governato dalla politica. Noi chiediamo di finirla con questa cosa: via la politica dalla magistratura. I magistrati bravi devono fare carriera, quelli meno bravi non devono fare carriera, perché hanno la tessera giusta in tasca.

Per questo – ho concluso – è importante andare a votare perché in questo caso, chi non va a votare non si esprime e quindi fa vincere tutti quelli che vanno a votare e che scelgono. Quindi il consiglio è andare a votare, ovviamente andare a votare Sì perché tutte le volte che abbiamo pensato che serviva un cambio di marcia nella giustizia, adesso è arrivato, stanno raccontando un sacco di bugie”.