«Il ruolo dell’Italia è fare gli interessi italiani, mentre noi trattiamo con gli americani ci sono molte cose che possiamo fare per rimuovere i dazi che l’Unione Europea si è autoimposta»
di Marco Valerio Lo Prete
Presidente Meloni, il Presidente Trump ha annunciato dazi generalizzati su tutte le economie del pianeta, imprese e sindacati dei lavoratori in Italia temono per produzione e lavoro. Si sente in qualche modo di rassicurarli?
«Penso che la scelta degli Stati Uniti sia una scelta sbagliata, penso che sia una scelta che non favorisce né l’economia europea né quella americana, ma penso anche che non dobbiamo alimentare, diciamo, l’allarmismo che sto sentendo in queste ore. Il mercato degli Stati Uniti è un mercato importante per le esportazioni italiane, vale alla fine il 10% del complessivo delle nostre esportazioni e noi non smetteremo di esportare negli Stati Uniti.
Significa che ovviamente abbiamo un altro problema che dobbiamo risolvere, ma non è la catastrofe che, insomma, alcuni stanno raccontando».
Le opposizioni parlano di esecutivo impreparato sul tema, ci sono vari scenari sul campo per possibili risposte, voi come vi muoverete?
«Le opposizioni fanno il loro lavoro, però da loro attualmente non è arrivata neanche una proposta. Detto questo, che cosa sta facendo il governo? Noi stiamo facendo, e dobbiamo fare, uno studio sull’impatto reale che settore per settore ha questa scelta, ci confronteremo la settimana prossima con i rappresentanti delle categorie produttive per confrontare anche con le stime che hanno loro, cercare le soluzioni migliori.
Dopodiché bisogna ovviamente condividere le nostre proposte con i partner europei, qui sì ci sono scelte che possono essere diverse, ad esempio io non sono convinta che la scelta migliore sia quella di rispondere a Dazi con altri Dazi, perché l’impatto potrebbe essere maggiore sulla nostra economia rispetto a quello che accade fuori dai nostri confini e bisogna aprire una discussione franca nel merito con gli americani, con l’obiettivo dal mio punto di vista di arrivare a rimuovere i Dazi, non a moltiplicarli».
Accettato l’Unione Europea, la strategia italiana sarà esattamente sovrapponibile a quella della Commissione o c’è un margine, uno spazio di manovra aggiuntivo per l’Italia?
«Il ruolo dell’Italia è portare gli interessi italiani, particolarmente in Europa, perché mentre noi trattiamo con gli americani rimane che ci sono molte cose che possiamo fare per rimuovere i Dazi che l’Unione Europea si è autoimposta. Cito, ad esempio, le regole ideologiche non condivisibili sul settore dell’automotive del Green Deal, l’automotive oggi è colpito dai Dazi; cito l’energia che è un fattore di competitività sul quale dobbiamo avere molto più coraggio; cito la semplificazione perché siamo soffocati dalle regole; cito il patto di stabilità, forse una revisione del patto di stabilità a questo punto sarebbe necessaria.
Queste sono le proposte che l’Italia porterà in Europa ed è possibile che non siano perfettamente sovrapponibili con i partner, ma abbiamo il dovere di farlo».