Roma, sit in del sindacato di sinistra contro l’arresto del dittatore comunista. Due giovani di Caracas chiedono conto delle ragioni della manifestazione, ma vengono contestati dai “pro Mad”
“Vai a lavorare. Sei scappato dal tuo paese, scappa anche da qua, vigliacco e traditore”. E ancora “Io ti lascio per terra”. Sono solo due delle vergognose frasi pronunciate dai partecipanti al sit in indetto dalla Cgil a Roma per protestare contro l’arresto di Nicolas Maduro. Destinatari delle offese e delle minacce due griovani venezuelani che si erano recati al sit in per comprendere le ragioni della manifestazione con un cartello con scritto “Siamo pronti per la ricostruzione di un Venezuela libero”. Cartello strappato dalle mani dei due esuli dai democratici della Cgil. L’ennesima riprova, se mai ce ne fosse stato bisogno, di come la sinistra pieghi il concetto di libertà all’ideologia.
I vergognosi attacchi dei manifestanti della Cgil a due esuli venezuelani
Roma, 5 gennaio 2026. Qualche decina di manifestanti in piazza Barberini per prendere parte al sit in indetto dalla Cgil contro l’arresto del dittatore venezuelano Nicolas Maduro. Prima dell’inizio della manifestazione si avvicinano due giovani, sulla testa cappellini con la bandiera del Venezuela, in mano un cartello inneggiante alla speranza di libertà per il paese sudamericano. La ragazza e il ragazzo sono nati in Venezuela, ed entrambi hanno lasciato il loro paese per fuggire dalla repressione e dalla miseria causate dal regime comunista di Nicolas Maduro.
Come testimonia questo video pubblicato da Il Foglio La loro presenza viene notata da alcuni manifestanti che, democraticamente, strappa il cartello dalle mani della giovane innescando un acceso scambio di opinioni. “Sei mai stato in Venezuela, hai visto la gente che muore di fame là in Venezuela?”, domanda il ragazzo a uno dei manifestant, Cgil che replica parlando di proteste nelle periferie venezuelane contro l’arresto di Maduro. “Non sai di cosa stai parlando, tu non hai vissuto quello che ho vissuto là”, ribatte il giovane, “e adesso sono contento perhcé hanno portato via questo dittatore. Frase che accende gli animi dei cgiellini che gli urlano contro accusandolo di essere scappato, di essere un “traditore”. Evidentemente aver lasciato il proprio paese perché schiacciato da un regime libertiida è un tradimento dell’ideologia comunista,. Accusa che ricorda l’accoglienza infame riservata dai comunisti italiani agli esuli dell”Istria e della Dalmazia, colpevoli di esser fuggiti dal regime di Tito.
L’incredibile accusa di un manifestante Cgil romano a un’esule venezuelana
“Lei parla per ideologia, noi parliamo per esperienza, perché siamo venezuelani”, si inserisce l’altra esule. Incredibile la risposta: “ma che cosa del Venezuela lei, lei lo conosce il Venezuela”?. A parlare un signore romano rivolgendosi a una donna nata a Caracas e che nel paese sudamericano ha vissuto per vent’anni.
È la solita protervia della sinistra, di chi è accecato dall’ideologia e dalla presunzione di avere la verità in tasca. Un’arroganza che porta addirittura a difendere un regime dittatoriale e puntare il dito contro chi ha lasciato con dolore il suo paese. La stessa sinistra – a partire da Cgil, centro sociali – ormai rimasta da sola a difendere il regime di Maduro.


