Immigrazione irregolare, l’Europa segue la linea Meloni

Mentre la sinistra continua ad osteggiare in ogni modo i centri in Albania, l’Unione europea ha scelto di seguire la linea italiana dando il via libera ai Centri di rimpatrio nei Paesi terzi

Immigrazione illegale, passa al Parlamento europeo il modello Meloni: via libera agli hub per i rimpatri in Paesi terzi, sulla scia dell’accordo Italia-Albania già riconosciuto efficace da altri Stati membri. Il testo introduce inoltre norme più rigorose per il rimpatrio dei clandestini che rappresentano un rischio per la sicurezza e l’ordine pubblico. La lotta all’immigrazione clandestina accelera insieme al cambio di paradigma in Europa, con l’Italia in prima fila.

Il Parlamento europeo approva i “return hubs”

Il Parlamento europeo ha dato il via libera all’avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri. Questo risultato è stato possibile grazie all’ampia maggioranza di ben 389 voti favorevoli contro i 206 contrari. Il testo approvato prevedere di individuare come paesi di ritorno non solo i paesi d’origine, ma anche i paesi terzi.

Ma non solo. Quanto approvato dal Parlamento europeo segna anche una svolta nell’approccio sui rimpatri, con un riconoscimento della priorità per quelli coercitivi rispetto alle partenze volontarie.

Passa il modello Meloni

Mentre a sinistra le hanno provate tutte pur di affossare i centri in Albania, adesso il Parlamento europeo ha deciso di seguire il modello individuato da Meloni sui rimpatri dei migranti irregolari. Questo dopo che tanti Stati europei avevano già espresso la propria volontà di adottare lo stesso approccio.

Meloni: “L’Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l’Italia ha sostenuto con forza

“Via libera del Parlamento europeo alle nuove regole sui rimpatri: l’Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l’Italia ha sostenuto con forza. Con i return hubs si amplia la possibilità di individuare una Nazione di rimpatrio per gli immigrati irregolari, includendo non solo i Paesi di origine ma anche i Paesi terzi. È un passaggio importante per rendere i rimpatri più efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all’Europa una politica migratoria finalmente più credibile”, ha scritto il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni commentando l’esito del voto del Parlamento europeo.

Bignami: “Grazie al Governo Meloni l’Europa adotta soluzioni concrete per una sfida complessa”

“Un cambio di passo atteso e necessario nella gestione dei flussi migratori. L’introduzione dei cosiddetti ‘return hubs’ amplia concretamente gli strumenti a disposizione dell’Unione, consentendo di individuare Paesi terzi come destinazione per i rimpatri degli immigrati irregolari, oltre ai tradizionali Paesi di origine. Una misura che rafforza l’efficacia delle procedure e contribuisce a rendere piu ordinata e credibile l’azione europea. Un risultato che va nella direzione sostenuta con determinazione dall’Italia, che negli ultimi anni ha promosso un approccio più pragmatico e responsabile, fondato su controllo dei confini, cooperazione internazionale e rispetto delle regole. Questo passaggio rappresenta un segnale chiaro: grazie all’azione del governo Meloni, l’Europa sta finalmente adottando soluzioni concrete per affrontare una sfida complessa, superando rigidità ideologiche che troppo a lungo hanno rallentato decisioni necessarie”, ha dichiarato in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.

Procaccini: “La linea Meloni è diventata linea europea

“Questo regolamento sostituisce la direttiva rimpatri e consentirà ai Paesi europei di dotarsi di un sistema comune più efficace, anche più severo. Sì, in termini di rimpatri e di procedure, ma anche in termini di impedimento dell’accesso e naturalmente anche per quanto riguarda la creazione di hub per i rimpatri negli Stati terzi. Questo significa rafforzare anche la nota questione dei centri in Albania, ma soprattutto che la linea del governo Meloni è diventata linea europea.

È un ulteriore passo fondamentale e cruciale nel cambiamento radicale di paradigma dell’Europa rispetto all’immigrazione: non più subirla, ma governarla e gestirla, al di fuori di polemiche sterili su presunte venature razziste di un regolamento che, in realtà, mira semplicemente a governare il fenomeno. Lo fa innanzitutto con il regolamento sui Paesi terzi, molto atteso, e oggi definendo anche quello sui rimpatri, con una cornice comune europea”, ha commentato Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente del gruppo Conservatori e riformisti europei.

Kelany: “Sinistra chieda scusa agli italiani”

“Via libera all’avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri che prevede, tra le altre cose, la possibilità di creare centri di rimpatrio (‘return hubs’) in Paesi terzi. La sinistra che continua dire che i centri per i migranti in Albania sono contrari al diritto europeo faccia mea culpa e chieda scusa a tutti gli italiani.

Dopo anni di destrutturazione delle politiche migratorie da parte del Partito democratico e del Movimento cinque stelle, che hanno portato al caos cui il governo attuale sta cercando di rimediare, l’Europa va nella direzione indicata per prima da Giorgia Meloni. Oggi è ancora più chiaro che chi ha ostacolato in tutti i modi il pieno funzionamento dei centri in Albania lo ha fatto sulla base di una ideologia che fa l’interesse di una parte e va a discapito dell’interesse nazionale”, ha affermato il deputato di Fratelli d’Italia, responsabile del dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia, Sara Kelany.