Referendum, Meloni ospite del podcast di Fedez

Il Presidente del Consiglio è stata intervistata dal rapper e da Mr Marra. Argomento centrale il referendum, ma anche energia e politica estera

Le guerre in Europa e in Medio Oriente, la minaccia atomica, la crisi energetica, il rapporto con gli Stati Uniti, il prezzo della benzina e ovviamente il referendum sulla giustizia. Questi i principali affrontati dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso di Pulp Podcast, il contenitore multimediale condotto da Fedez e Mr Marra. Quasi un’ora di intervista a 360 gradi, con domande scomode e risposte chiare e schiette di Giorgia Meloni. “Da 48 ore questa puntata viene recensita senza che nessuno l’abbia vista. Ora potete far finta di averla vista davvero. Giorgia Meloni a Pulp Podcast. Fuori ora su Youtube e Spotify”, ha scritto Fedez sui social annunciando la messa in onda dell’intervista (qui la versione completa). A pochi giorni dal voto alcuni stralci dell’intervista dedicati al referendum sulla giustizia.

Meloni: “Chi vota no si terrà la Meloni e una giustizia che non funziona”

“Sicuramente il fronte del No lavora per farlo diventare un referendum contro il governo. In generale ha difficoltà a stare nel merito della proposta, anche perché il merito della proposta è di buon senso, ed è stato oggetto di posizioni che molti degli attuali sostenitori del fronte del No avevano in passato. Chiaramente, avendo queste difficoltà a stare nel merito e convincere contro la riforma, l’unico strumento che l’opposizione ha è quello di compattare il proprio elettorato dicendo di andare a votare contro la Meloni.

Io penso che questa sia una trappola anche per quelli che mi detestano. Perché non si vota sulla Meloni ma si vota sulla giustizia. Se tu detesti la Meloni ma sei d’accordo con i contenuti di quel referendum dovresti votare Sì adesso e fra un anno cercare di cacciare la Meloni andando a votare nelle elezioni politiche. Ma intanto dovresti portare a casa adesso una riforma che migliora lo stato della giustizia in Italia.

Ho detto che se anche il no vincesse non mi dimetterei perché è mia intenzione portare a termine il mandato e farmi giudicare sul complesso del lavoro che ho fatto. Temo che se oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni rischi di trovarti sia la Meloni ma anche una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone. Intanto porta a casa una giustizia efficiente indipendentemente da chi andrà al governo il prossimo anno. E il prossimo anno ti fai la tua bella campagna elettorale per mandare a casa la Meloni”, ha affermato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ribadendo che questo non è un referendum sul governo.

“Io lo so che anche tra gli elettori della sinistra, anche della sinistra radicale, elettori che non voteranno mai per me c’è un sacco di gente che condivide questa riforma, un tema del quale si parla da decenni e che è un tema trasversalissimo. Ci sono persone coraggiose di sinistra che voteranno sì, sarebbe stupido che io trasformassi questa materia in un’altra materia

Rafforziamo il giudice terzo ed imparziale

“Se tu hai chi ti accusa e chi ti giudica che hanno percorsi di vita e di carriera che si incrociano continuamente è ragionevole ritenere che il giudice possa avere un occhio di riguardo nei confronti di quello che dice il pubblico ministero. E non è una teoria. Ma è normale, è umano. E i rapporti umani ci condizionano. Quindi separando le carriere chiaramente superiamo quel rischio di condizionamento. Rafforziamo il giudice che, come prevede la Costituzione, deve essere terzo ed imparziale.

Ciò su cui voretemo il 22 e 23 marzo non riguarda la politica, non incide su di me, sul governo, su Fratelli d’Italia, sul Partito democratico. Incide sui cittadini e sullo stato della giustizia che si ritrovano in questa nazione. Per far camminare una nazione ci sono tre poteri, e la giustizia è uno di questi tre. E decide su materie che incidono sulla vita dei cittadini ogni singolo giorno: immigrazione, sicurezza, salute, libertà personali, lavoro. Se quel sistema non funziona il meccanismo ti si inceppa.

Su CSM da fronte del No tesi surreali

Ultimo passaggio dedicato all’intervento dello storico Alessandro Barbero sulle modalità di composizione dei nuovi CSM. ““Quando noi faremo la legge di attuazione della riforma io voglio mantenere i tre quinti che sono necessari per eleggere la lista per il sorteggio dei magistrati laici. Vuol dire non poter fare una lista senza il concorso delle opposizioni”, ha detto Meloni ai microfoni di Pulp Podcast. le “tesi surreali” avanzate da alcuni esponenti del fronte del No “sono una mancanza di rispetto per il Presidente della Repubblica” che la riforma della Giustizia “l’ha controfirmata” e che invece “non controfirmerebbe” una legge attuativa che intendesse andare nel
senso di una manipolazione del sorteggio.

“Barbero dice che il Parlamento fa quello che dice il governo. Temo che per uno storico, atteso che noi siamo una Repubblica
parlamentare, sia una tesi un po’ forzata: il Parlamento – afferma Meloni – fa quello che dice la maggioranza del Parlamento
e se c’è una maggioranza in Parlamento, il governo fa quello che dice la maggioranza in Parlamento. Perché Barbero fa questo
errore apparentemente grossolano? Lo fa per dire che io al governo mi posso stilare da sola questa lista. Ma il professore è
una persona autorevole e sa benissimo che questo sarebbe incostituzionale. “Tutte queste tesi surreali sono, consentitemelo, anche un po’ una mancanza di rispetto per il Presidente della Repubblica che la riforma l’ha controfirmata. Quindi, siccome non siamo nominando il referente di una bisca clandestina, è evidente che questo non può accadere”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio,