Forteto, per decenni produzioni fuori regola: le istituzioni sapevano

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Prosegue il lavoro della Commissione d’inchiesta parlamentare: continuiamo a far luce su una delle pagine più buie della Toscana per anni sottaciuta

Non soltanto abusavano dei bambini e sfruttavano il lavoro minorile, ma la cooperativa Forteto lo faceva in strutture che non erano in alcun modo in regola. Dall’eternit fino al mancato allaccio alla rete idrica, con conseguente utilizzo di acqua non potabile per le produzioni di formaggio. La Commissione d’inchiesta sta continuando il lavoro per far emergere la verità su una delle pagine più buie della storia della Toscana. Oggi, dall’audizione del professor Leonardo Quagliotti, commissario di “Fortemugello”, nuova denominazione del Forteto oggi in liquidazione giudiziale, sono emersi i fatti ancora più sconcertanti, come si può ascoltare nel video che segue.

Michelotti: “Situazione di illegalità. Le istituzioni erano al corrente”

“La cooperativa agricola ‘Il Forteto’ non è mai stata allacciata all’acquedotto. Lo stesso caseificio, che ha rappresentato la gran parte della produzione della cooperativa, ha per decenni utilizzato acqua non potabile, in una struttura peraltro coperta da eternit. Oggi non sono ormai più riscontrabili eventuali effetti nocivi che ci potrebbero essere stati sui latticini, certo è che sono stati prodotti al di fuori del sistema normativo. Una situazione di illegalità di cui le istituzioni erano perfettamente al corrente: eppure nessuno è intervenuto. È sconcertante”, ha affermato il deputato e presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sul Forteto, Francesco Michelotti.

Regione Toscana sapeva, ma non è intervenuta

“La relazione presentata dal consulente geologo al tribunale civile di Firenze, conferma ancora una volta il panorama di vantaggi e protezioni che negli anni il Forteto ha avuto, grazie anche alla connivenza delle istituzioni. Nella fattispecie la Regione Toscana è venuta a conoscenza di queste anomalie, ma non è intervenuta. Non solo: nel 1984 il Comune di Vicchio ha rilasciato un’autorizzazione sanitaria per laboratorio caseario, connessa ad un sistema di potabilizzazione delle acque, che però non c’è mai stato.

Insomma: nel luogo degli orrori, dove venivano abusati i bambini, la cooperativa non solo ha sfruttato il lavoro minorile, ma ha prodotto in strutture fuori norma e nell’illegalità più completa, come emerge, come se non bastasse, anche da quest’ultima vicenda dell’approvvigionamento idrico. La commissione d’inchiesta ha acquisito l’intera documentazione ed è già al lavoro per stabilire le responsabilità”, ha concluso poi Michelotti.

Continua il lavoro di verità della Commissione

Il lavoro della Commissione d’inchiesta sul Forteto è continuato con l’audizione del professor Leonardo Quagliotti, commissario di “Fortemugello”, nuova denominazione del Forteto. In tutte le audizioni sono state rilasciate notizie sempre più sconcertanti che stanno portando a fare luce sui vergognosi fatti del Forteto. Oltre alla totale illegalità delle strutture, dei processi produttivi, ciò che fa più riflettere delle novità emerse è come le istituzioni fossero a conoscenza di tutto, ma che nessuno sia mai intervenuto.

La Porta e Zoppini: “Ennesima riprova che la Regione era connivente”

“Solo in Toscana può accadere che un caseificio che ottiene riconoscimenti e contributi dalla Regione operi per decenni in una struttura di eternit e utilizzando acqua non potabile. Non bastava, nella cooperativa Il Forteto, la vergogna dello sfruttamento del lavoro minorile, ora emerge anche che la produzione di formaggi avveniva nella più totale mancanza di rispetto delle norme”, hanno attaccato la capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana Chiara La Porta e il consigliere regionale di FdI Matteo Zoppini.

“E quel che è più grave è che la Regione ne era al corrente, ma si è voltata dall’altra parte. Così come si erano voltate altre istituzioni chiamate a controllare quanto accadeva nel Forteto. A riprova di una connivenza tutt’altro che passiva, di un rapporto malato tra istituzioni regionali e locali e Il Forteto che hanno consentito il perpetrarsi di condotte gravissime nella comunità e nella cooperativa.

“Nuove sconcertanti verità stanno venendo a galla grazie al lavoro della commissione d’inchiesta parlamentare guidata da Francesco Michelotti. Verità che parlano sempre più chiaramente di controlli non effettuati per non inceppare i meccanismi di una macchina degli orrori e delle illegalità. Omissioni che non possono non aver avuto una qualche finalità”, hanno concluso La Porta e Zoppini.