A Torino avevano bombe carta piene di chiodi, molotov, catapulte e jammer per impedire agli agenti di comunicare: questi sono nemici dello Stato
“Strutture organizzate per fare male”. Così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Paolo Del Debbio, ha definito la rete antagonista che a Torino ha provocato una vera e propria guerriglia urbana. E mentre ci sono agenti sotto indagine per tentato omicidio, questi violenti estremisti sono già stati liberati da qualche magistrato. (qui l’intervista integrale)
A Torino strutture organizzate per fare male
“Io sono abbastanza indignata per questa decisione che, purtroppo, non mi stupisce perché ci sono troppi precedenti nello stesso senso. Penso che dobbiamo partire da un fatto: questa non è gente che vuole manifestare le proprie idee e non sono neanche ragazzi che, diciamo, vogliono fare casino. Quelle sono, dalle immagini che noi vediamo e da altro, strutture organizzate per fare male”, così Meloni in risposta ad una domanda sulla guerriglia urbana di Torino.
Meloni: “Queste persone nemiche dello Stato”
“Chiunque capisce che se tu prendi a calci qualcuno al volto o se lo prendi a martellate lo puoi uccidere. E se ti porti un martello da casa lo hai pure premeditato. Queste persone non avevano soltanto i martelli. Avevano messo i chiodi nelle bombe carta, avevano le molotov, le catapulte. Avevano i jammer, che sono dispositivi che servono ad inibire le comunicazioni, perché volevano impedire alle Forze dell’Ordine di comunicare.
Queste persone agiscono come nemiche dello Stato. E di fronte a questo io penso che noi possiamo fare tutte le leggi del mondo, però poi quelle legge devono essere fatte rispettare. E se c’è un pezzo di questa filiera che si ferma, il nostro lavoro e, soprattutto, quello delle Forze dell’Ordine diventa inutile. Qui abbiamo due responsabili rimessi in libertà con l’obbligo di firma ed uno ai domiciliari“, ha proseguito il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Doppiopesismo di certa magistratura rende difficili assicurare la sicurezza
“Qualche settimana fa io ho già ricordato che un altro magistrato ha annullato un provvedimento di daspo ai delinquenti che avevano devastato la stazione di Milano, perché se la gente devasta una stazione tu non gli puoi neanche dire “non ci puoi tornare” perché è sproporzionato. Dopodiché, dall’altra parte, qualche giorno fa un agente spara ad uno spacciatore che gli puntava al volto una pistola, che poi si è scoperto essere a salve, e quell’agente viene indagato per omicidio volontario. Mentre il signore che è agli arresti domiciliari è indagato per violenza contro pubblico ufficiale.
Ma perché portare un martello da casa e prendere a martellate la gente non è tentato omicidio? Questo doppiopesismo di certa parte della magistratura renda un po’ difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini”, ha concluso il Presidente Meloni.


