Ancora violenza pro pal: bloccato un convegno all’Università di Bergamo

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”Siamo con chi spara ai sionisti”. Non è che uno dei vergognosi slogan urlati da questi teppisti. La sinistra smetta di rimanere in silenzio

“Non siamo contro Hamas ma siamo con chiunque spara a un sionista”. Ecco uno dei vergognosi slogan con cui i soliti violenti pro pal hanno bloccato un convegno all’Università di Bergamo. Questa volta ad essere contestato è stato un europarlamentare del Pd. Adesso viene da chiedersi se la sinistra condannerà queste terribili farneticazioni o rimarrà nel suo solito silenzio.

Bloccato il convegno all’Università di Bergamo

All’Università di Bergamo si stava svolgendo un convegno dedicato ai temi dei giovani, dell’università e del lavoro, organizzato dalle liste studentesche. All’evento partecipavano Federica Origo, professoressa di economia all’Università, Giorgio Gori, europarlamentare del Pd e Michele Boldrin, docente di economia all’Universita di Washington. Proprio quest’ultimo ha denunciato il fatto.

Durante lo svolgimento del convegno, i soliti violenti pro pal sono entrati per una delle loro contestazioni. Hanno esposto striscioni con la scritta “fuori i sionisti dall’università” e hanno urlato frasi terribili, vergognose. Una per tutte, una su tutte: “Non siamo contro Hamas ma siamo con chiunque spara a un sionista”.

La presa di posizione dell’Ateneo

L’Università di Bergamo ha, fortunatamente, preso subito una posizione chiara. L’Ateneo, si legge “ribadisce con forza che ogni forma di protesta deve avvenire nel rispetto delle persone, delle istituzioni e delle regole che garantiscono la convivenza civile e la libertà di espressione di tutti. La violenza verbale e l’interruzione di iniziative accademiche non sono compatibili con la missione educativa e culturale dell’Ateneo”.

Prosegue poi: “Qualora fosse accertato il coinvolgimento di studenti dell’Università, l’Ateneo valuterà l’adozone di eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili”.

Procaccini: “Solidarietà a Giorgio Gori”

“Le minacce e i richiami alla violenza emersi durante la contestazione all’Università di Bergamo sono gravi e inaccettabili e vanno condannati senza ambiguità. Esprimo solidarietà all’europarlamentare Giorgio Gori per quanto accaduto. Mi è capitato spesso di trovarmi in disaccordo con lui, ma ne ho sempre apprezzato la correttezza e la disponibilità al dialogo.

Preoccupa sempre più la degenerazione di una parte del movimento pro-Pal, che alimenta fanatismo politico e incitazioni alla violenza, e che parte della sinistra continua ad accarezzare e non condannare. Il confronto politico non può mai trasformarsi in intimidazione: le università devono restare luoghi di libertà, rispetto e dialogo democratico”, così Nicola Procaccini, eurodeputato Fdi-Ecr.

Sinistra condannerà o rimarrà in silenzio?

Questo è l’ennesimo episodio che dimostra la violenza dei pro pal. Hanno bloccato un convegno con slogan vergognosi soltanto perché Giorgio Gori, l’eurodeputato del Pd, ha la colpa di non sposare la causa che porta quotidianamente questi violenti a compiere le loro intollerabili azioni.

Ma finora la sinistra non ha mai preso una posizione netta di condanna nei confronti di questi figli di papà. Ci auguriamo che questa volta i fatti vengano condannati in maniera unanime senza mezzi termini. La violenza non può e non deve essere utilizzata né nei contesti universitari né in nessun altro tipo di contesto. Rimanere ancora in silenzio vorrebbe dire legittimare un linguaggio di odio, antisemitismo e violenza.