Dossieraggio contro FdI: Crosetto il più spiato

L’inchiesta sul caso di dossieraggio di Pasquale Striano insieme ai giornalisti de Il Domani prosegue. Volevano colpire il partito e il governo, ma non ci sono riusciti

Hanno provato a colpire il governo Meloni prima ancora della sua formazione, ecco la realtà dietro al Dossieraggio di Striano secondo l’inchiesta. Prima avrebbero provato a spiare Giorgia Meloni ma, non trovando niente, sarebbero passati a Guido Crosetto. Striano avrebbe effettuato ben 60 accessi per trovare informazioni da passare ai giornalisti de Il Domani per scrivere gli articoli. Un inquietante sistema messo in piedi per affossare l’ipotesi di un governo Meloni ma che, a quanto pare, non è riuscito nel suo intento.

Volevano colpire il governo Meloni, non ci sono riusciti

Secondo le nuove rivelazioni emerse dall’inchiesta condotta dalla Commissione Antimafia, il dossieraggio di Striano sarebbe iniziato prima delle elezioni politiche del 2022. L’obiettivo era quello di fermare Giorgia Meloni e la formazione del governo di centrodestra. Insieme ai giornalisti de Il Domani, Striano avrebbe iniziato il suo lavoro di dosierraggio all’interno di Fratelli d’Italia per trovare qualche informazione compromettente con cui colpire Meloni.

Non avendo trovato niente sulla leader di Fratelli d’Italia sono passati all’attuale Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Crosetto il più spiato

Proseguendo nelle carte dell’inchiesta si può leggere come, da quel momento, Striano abbia iniziato una ricerca compulsiva di informazioni riservate su Crosetto. La prima intrusione, secondo quanto riportato da Il Giornale, sarebbe avvenuta a maggio 2022. Questa, però, non avrebbe prodotto alcun risultato. Striano ci riprova il 12 luglio 2022 e sulla base di quelle informazioni è stato prodotto l’articolo de Il Domani “Tutti gli affari di Crosetto”, a firma di Tizian e di Emiliano Fittipaldi, direttore del giornale.

Un’altra spiata il 20 ottobre 2022 con cui, sempre Il Domani, produce 3 articoli in cui parla di compensi ricevuti da Crosetto da parte di Leonardo. E proprio da quest’ultimo caso Crosetto presenta l’esposto che ha portato ad oggi alla scoperta del sistema Striano. Secondo il pm, infatti, sul portale dell’Agenzia delle Entrate, “Serpico”, sarebbero risultati 13 accessi il 28 luglio 2022 e 47 accessi il 20 ottobre 2022. Tutti aventi come oggetto “Guido Crosetto” e come matricola univoca quella di Striano.

Procaccini: “Striano era al servizio di Federico Cafiero de Raho”

“Non attacco nessuno in assenza di tutte le prove, però è un dato di fatto che Striano era al servizio dell’allora procuratore antimafia Federico Cafiero de Raho, poi divenuto un attore politico a tutti gli effetti, candidandosi nel M5s ed entrando in Parlamento. Oltre che per finalità politiche, gli accessi abusivi possono diventare strumento di concorrenza sleale per attività economiche, o di condizionamento per attività finanziarie o produttive.

Identificare i mandanti è fondamentale a garanzia non solo della classe politica, ma del sistema Paese nel suo complesso”, così l’eurodeputato di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo Ecr, Nicola Procaccini che, come altri esponenti, è stato colpito dal dossieraggio compulsivo di Striano.

Un sistema inquietante per attaccare il centrodestra

Un sistema enorme che avrebbe portato alla ricerca compulsiva ed all’accumulo di documenti riservati riferiti agli esponenti del centrodestra. I giornalisti, secondo quanto riportato dall’inchiesta, chiedevano insistentemente a Striano gli accessi per ottenere quanti più file possibili. Così realizzavano gli articoli ad hoc per attaccare Fratelli d’Italia e ostacolare la vittoria elettorale e quindi la formazione del governo Meloni.

Un caso inquietante che, però, non ha prodotto i risultati sperati. Avrebbero voluto colpire il governo Meloni prima della sua formazione e dopo. Eppure nel 2022 gli italiani hanno scelto liberamente e il governo Meloni, dopo più di 3 anni, è ancora in carica e continua a lavorare per gli italiani.