“Non esiste un ecologista più convinto di un conservatore”

“La Terra non è un feticcio ideologico, ma la nostra casa. E difendere la nostra casa significa custodire la nostra identità, e accompagnarla nel futuro”. L’ecologia vista da destra nella prefazione di Giorgia Meloni al libro di Nicola Procaccini

Provano a far credere che l’ecologia sia un tema di sinistra, ma la realtà dice tutt’altro. Dall’origine della parola alle politiche pubbliche l’ecologia ha da sempre avuto un posto rilevante nella piattaforma dei valori della destra. Con un approccio totalmente diverso dalle idoleogie e dagli estremismi di chi pretende di avere il monopolio su questo tema. Visione conservatrice dell’ecologia e contraddizioni dell’ultra-ambientalismo di sinistra che sono al centro del libro “L’ecologia dei conservatori”, scritto dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini con la prefazione di Giorgia Meloni. Eccola.

La prefazione del Presidente Meloni

“Non esiste un ecologista più convinto di un conservatore. Perché la parola «ecologia» deriva da quella greca oikos, che significa «casa». È il motivo per il quale, per i conservatori di ogni latitudine, la casa è sinonimo di Patria, è il luogo che custodisce la famiglia, il pilastro su cui si poggia il comune destino che ci lega. Roger Scruton, uno dei maggiori filosofi del conservatorismo contemporaneo, ha definito questa visione del mondo con un termine estremamente efficace: oikophilia, cioè «l’amore per la propria casa».

Difendere, curare e tramandare la nostra «casa» ai nostri figli rappresenta il punto di partenza dell’approccio dei conservatori alla vita. E, quindi, alla politica. Ecco perché i conservatori proteggono le radici classiche e cristiane dell’Europa, difendono la vita, credono nella famiglia come nucleo fondamentale della società, vogliono costruire un Europa fondata sulla libertà e sulla sovranità delle Nazioni, tutelano il lavoro e l’economia reale, difendono l’ambiente senza ideologismi.

Perché non è possibile proteggere l’ambiente senza l’opera responsabile dell’uomo. In queste pagine, Nicola Procaccini ci accompagna in un viaggio che parte dalla critica della narrazione dominante e arriva a presentare la proposta politica e culturale sostenuta dai conservatori italiani, europei e occidentali.
Un’ecologia che nasce dal rispetto e dalla consapevolezza che l’essere umano non è il padrone del Creato, ma il suo custode. Che tiene insieme sviluppo e tutela, innovazione e tradizione, libertà e responsabilità.

Che non pretende di riscrivere l’uomo e la natura secondo schemi astratti. Che non impone sacrifici inutili, ma promuove scelte consapevoli. E che non si fonda sulla paura, ma sul buon senso e sulla realtà. Una proposta politica e culturale che, in questi anni, i conservatori non hanno mai confinato al dibattito intellettuale, ma che hanno declinato sempre nelle scelte concrete di ogni giorno. Come ha fatto il Governo italiano che, fin dal suo insediamento, ha rimesso in discussione il folle dogmatismo ideologico alla base del Green Deal europeo e ha lavorato per cambiarlo.

Perché è un approccio sbagliato, che ha messo in ginocchio l’industria e i lavoratori europei e ha legato l’Europa a nuove dipendenze strategiche, per di più senza ottenere risultati sul fronte della riduzione delle emissioni globali. Anche grazie all’Italia, in questi anni, si sono raggiunti i primi risultati e si sono compiuti alcuni importanti passi avanti per arrivare a una transizione ecologica davvero sostenibile e compatibile con i nostri sistemi economici. Ma, ovviamente, non basta. Non ci accontentiamo e continueremo a lavorare in questa direzione, facendo ogni sforzo possibile per coniugare difesa dell’ambiente e produzione, cura del territorio e attenzione alle persone.

Parallelamente a questo lavoro, è necessario portarne avanti un altro. Che è quello di promuovere e far conoscere la visione conservatrice dell’ambiente, per renderla sempre di più protagonista del dibattito. Perché la battaglia per l’ambiente non è neutrale: è una battaglia culturale e, come tutte le battaglie culturali, richiede visione, impegno, pragmatismo.

Ecco perché ritengo che questo libro rappresenti un contributo prezioso, soprattutto in un tempo segnato da semplificazioni e sterili contrapposizioni. Non solo perché offre una sollecitazione politica, ma perché spinge alla riflessione e al confronto. E, soprattutto, perché non si limita a sottolineare gli errori e a dire cio che funziona, ma punta a elaborare una visione alternativa. Concreta, chiara, coraggiosa. Una visione che affonda le radici nella nostra storia, nella nostra tradizione, nella nostra idea di civiltà. Perché ogni conservatore è convinto che si debba ripartire da qui: dalla consapevolezza che la Terra non è un feticcio ideologico, ma la nostra casa. E che difendere la nostra casa significa custodire la nostra identità, e accompagnarla nel futuro”, ecco la prefazione scritta dal Presidente Giorgia Meloni per il libro “L’ecologia dei conservatori” di Nicola Procaccini.