La proposta di legge di Fratelli d’Italia dopo il raid dei No Tav: basta derubricare a semplici “lesioni personali” gli assalti organizzati alle Forze dell’Ordine
Le scene a cui siamo stati costretti ad assistere pochi giorni fa in Val di Susa sono inaccettabili. E non possiamo permettere che questi criminali che, puntualmente, assaltano in maniera organizzata le Forze dell’Ordine – donne e gli uomini in divisa che ogni giorno garantiscono la sicurezza agli italiani – passino come dei “protestatori democratici”. E la proposta di legge che Fratelli d’Italia ha presentato percorre proprio questa strada, andando ad implementare l’art. 416 del codice penale ed estendendo i confini dell’applicazione dell’associazione a delinquere.
La proposta di Fratelli d’Italia
La proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia mira a superare il vulnus legislativo che, ad oggi, esiste. Alcuni tribunali, infatti, più volte di fronte a fatti come quelli accaduti in Val di Susa, hanno tentato di applicare l’art. 416 del codice penale che tratta dell’associazione a delinquere, trovando però lo stop della Cassazione.
Ecco, con la nostra proposta andiamo andiamo ad intervenire su questa lacuna. Vengono individuati i casi di favoreggiamento per tutte quelle attività come quelle dei No Tav, che sicuramente non possono e non devono essere fatte passare come delle “proteste democratiche”, dato che c’è stata una chiara aggressività nei confronti delle Forze dell’Ordine.
L’introduzione di un nuovo comma
Grazie alla nostra proposta viene previsto un ulteriore comma, che recita: “chiunque partecipi ad un gruppo composto da tre o più persone che, pur privo dei requisiti di stabilità e di struttura gerarchica, si costituisce o si coordina anche mediante strumenti di comunicazione elettronica o in occasioni di manifestazioni pubbliche, lo scopo di commettere taluno dei delitti di cui agli articoli 336, 337, 339, 419, 420, 421, 421-bis, 582, 583 e 635, è punito con la reclusione da due a otto anni”.
Si parla di: violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, resistenza a un pubblico ufficiale, violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti, devastazione e saccheggio, attentato a impianti di pubblica utilità, pubblica intimidazione senza o con uso d’armi, lesioni personale senza e con aggravanti, danneggiamento.
Non solo: la modifica proposta da Fratelli d’Italia all’articolo sull’associazione a delinquere aggiunge che “Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dà rifugio o fornisce vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipano al gruppo è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena di cui al comma 1 è aumentata se il gruppo si avvale di strumenti informatici o telematici idonei ad assicurare la segretezza delle comunicazioni al fine di eludere l’attività investigativa”.
Lo Stato c’è
Negli ultimi anni abbiamo assistito all’azione di gruppi violenti che operano in modo coordinato e organizzato per aggredire le Forze dell’ordine, devastare le città e colpire infrastrutture pubbliche, anche avvalendosi di chat e piattaforme digitali. Con la proposta di Fratelli d’Italia si introduce un’estensione del raggio di applicazione per l’associazione a delinquere per contrastare queste forme di criminalità organizzata, punendo chi promuove, costituisce, organizza, dirige o partecipa a gruppi uniti da un vincolo associativo e finalizzati alla commissione di reati violenti.
Più tutele per gli uomini e le donne in divisa, più sicurezza per i cittadini. Contro ogni forma di violenza organizzata, lo Stato c’è.
Malan: “Non ci possiamo fermare alle lesioni personali”
“Quello in Val di Susa è stato solo l’ultimo episodio, crediamo che si debba, oltre a dare autentica solidarietà alle Forze dell’Ordine, introdurre una nuova norma nel codice penale che preveda un reato associativo nella commissione di determinati reati, di modo che questi inaccettabili episodi non finiscano solo con un’accusa di lesioni.
Quando si partecipa a un assalto organizzato con un’uniforme da combattimento, attrezzature e organizzazione non ci possiamo fermare alle lesioni personali””, ha affermato il capogruppo al Senato di FdI, Lucio Malan.


