“Forte radicamento di un sistema mafioso cinese”. Le audizioni svolte dalla Commissione parlamentare confermano quello che denunciamo da anni: la presenza della mafia cinese a Prato
Da anni ed anni denunciamo l’esistenza della mafia cinese a Prato. Per la prima volta, grazie anche all’impegno di Fratelli d’Italia, la Commissione parlamentare Antimafia è stata a Prato. Durate le audizioni che si sono susseguite è emersa l’esistenza di un sistema mafioso cinese, che è radicato e consolidato nel tessuto economico sociale.
Metodi di illegalità devono essere trattati come reati di mafia
Grazie all’impegno di Fratelli d’Italia, nella legge istitutiva della Commissione parlamentare Antimafia di questa legislatura abbiamo potuto prevedere che metodi di illegalità che si verificano nei nostri territori siano considerati e trattati come veri e propri reati di mafia, impegnandola ad occuparsi anche del radicamento della mafia cinese nei territori di Prato e Firenze.
Cosicché la Commissione Antimafia potesse indagare sulla natura delle attività tessili, sullo sfruttamento del lavoro (con gli operai ‘drogati’ per poter essere attivi 24 ore su 24) e sulla sicurezza, ma anche sulla destinazione dei flussi di denaro, attraverso l’esplicito riferimento ai ‘money transfer’, fenomeni da sempre oggetto delle nostre denunce su capannoni, serre illegali, mercati abusivi e tutta la filiera economica parallela. Fratelli d’Italia aveva chiesto già nelle scorse legislature di inserire questa possibilità, ma la sinistra si era sempre opposta.
Michelotti: “Il tempo dei fatti è oggi, quello delle chiacchere è passato”
“Dai lavori di oggi a Prato della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere, si evince, grazie a tutti coloro che sono stati auditi, un quadro peculiare e dettagliato del territorio che FdI denuncia da anni. Il focus che è stato fatto, a 360 gradi, rappresenta solo l’inizio di un percorso importante; la prima volta a Prato della commissione, e non convocazione a Roma, è un primo passo significativo di un lavoro rispetto al quale Fratelli d’Italia non arretrerà di un millimetro”. Così il deputato e membro della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie, Francesco Michelotti, commenta la visita odierna della Commissione a Prato.
“Abbiamo la massima fiducia nella magistratura: le indagini in corso infatti, sono la dimostrazione della ricerca e dell’accertamento della verità – prosegue – e ringrazio per la massima sensibilità dimostrata il presidente della commissione Chiara Colosimo; il tempo dei fatti è oggi, quello delle chiacchiere è passato, come già dimostrato da strumenti normativi fortemente voluti dal governo Meloni, come quello relativo alle aziende ‘apri e chiudi’ che si sono rivelati preziosissimi, come è stato ribadito anche in sede di audizioni, si sono rivelati preziosissimi”.
La Porta: “Giornata storica per la città di Prato”
“Il procuratore capo Luca Tescaroli ha chiesto di secretare le sue dichiarazioni alla commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere, oggi in visita a Prato per la prima volta, per indagini in corso nella nostra città. La visita della commissione conferma che c’è una forte infiltrazione e un riconoscimento del 416 bis quindi di mafia cinese sul territorio pratese. Un sistema che Fratelli d’Italia denuncia da anni e che, finalmente, oggi diviene il focus specifico di lavori di un’istituzione che sono solo all’inizio.
Oggi è una giornata storica per Prato perché, per troppo tempo, questa realtà è stata, nella migliore delle ipotesi, trascurata ed ignorata. La commissione segna, attraverso il proprio lavoro specifico e dedicato, un ulteriore passo non solo nel contrasto al fenomeno della mafia cinese, ma è, al tempo stesso, parte della formalizzazione definitiva di questa realtà criminale”. Lo scrive in una nota il deputato pratese di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta.