Cortei, i giovani di destra costruiscono, i teppisti rossi sfasciano

Identificato il fondatore del “movimento 17 ottobre”, un collaboratore del Fatto quotidiano: odiava l’Occidente e istigava le piazze

Hanno messo a ferro e fuoco le città. Sono scesi nelle piazze assaltando le Forze dell’Ordine e prendendo di mira gli esercizi commerciali per depredarli. Queste sono le manifestazioni della sinistra – indette dal “movimento 17 ottobre” il cui fondatore è già stato individuato – che hanno cercato di far passare come “la voce degli studenti italiani”. Ma non è così. Quelli che hanno portato caos e disordini erano studenti, e non solo, di sinistra. Dall’altra parte, invece, c’era un’altra voce, quella di oltre 1.500 studenti di destra scesi in piazza a Roma a manifestare in modo pacifico, senza distruggere niente, dietro lo striscione “Sblocchiamo tutto”.

La violenza dei teppisti rossi

In questi giorni abbiamo, purtroppo, dovuto assistere a episodi sconcertanti. A Roma i facinorosi rossi hanno fatto irruzione nel Colosseo forzando gli ingressi. A Torino hanno bruciato una foto del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e tentato di forzare i blocchi dei reparti schierati.

Manifestazioni che ricordano le violenze dello scorso weekend in cui giovani e giovanissimi hanno aggredito e insultato gli agenti delle Forze dell’Ordine, hanno dato alle fiamme le strade e hanno assaltato i negozi depredandoli di tutti i loro prodotti. Eppure qualcuno a sinistra ha avuto il coraggio di definire questi vergognosi atti “esproprio proletario”.

Per loro sarebbe quindi giusto protestare contro il caro vita andando a distruggere il lavoro degli altri. Perché dietro quei negozi ci sono lavoratori. Ci sono madri e padri che portavano a casa lo stipendio e che, ora, si trovano il lavoro di una vita distrutto.

I giovani di destra costruiscono

E mentre nelle città d’Italia le frange della sinistra distruggevano le piazze, a Roma i giovani di Destra hanno rappresentato una generazione diversa rispetto a quella dei delinquenti. Una generazione che è scesa in piazza in maniera pacifica. Allegri, colorati, a volto scoperto, senza odio e con il tricolore alto per difendere il proprio futuro.

D’Ambrosio: “Dimostrare che esiste un’altra generazione”

“L’Università non è proprietà dei collettivi. E il futuro degli studenti non può essere ostaggio di chi sa soltanto bloccare, occupare e distruggere. Oggi scendiamo in piazza per dimostrare che esiste un’altra generazione: quella che non si arrende alla violenza, che vuole atenei liberi dai soliti padroni e che sceglie di costruire anziché distruggere.

Una generazione che non resta a guardare, ma si prende la responsabilità di cambiare le cose”, così il Presidente di Azione Universitaria è intervenuto raccontando la manifestazione di Azione Universitaria e Azione Studentesca.

Individuato il fondatore del “movimento 17 ottobre”

Mentre la chiamata alle piazze portava i violenti in strada, le Forze dell’Ordine hanno individuato il fondatore del “movimento 17 ottobre”. Si tratta di tal Youssef Siher, un estremista islamico trentenne pro-pal. Non parliamo, come vorrebbe la sinistra, di una persona afflitta dal disagio che non si era integrata, anzi.

Siher è laureato, ha un master, e poi fino allo scorso anno era anche un collaboratore del Fatto Quotidiano di Marco Travaglio. Eppure, proprio un ragazzo così tanto integrato nella nostra società, avrebbe inneggiato all’intifada studentesca. Il 7 ottobre, addirittura, avrebbe anche esultato per l’attacco terroristico di Hamas in Israele.

Non solo, anche la sua biografia sul suo account social parla da sola. In arabo si può, infatti, leggere “non puoi sconfiggere coloro che credono che la morte non sia la fine”. Insomma, alla faccia del disagio decantato dalla sinistra, dietro il movimento che ha portato distruzione e caos nelle nostre città ci sarebbe proprio un ragazzo perfettamente integrato che, però, ha continuato ad odiare l’Occidente.

Meloni: “A tutto il personale dell’Esercito va il mio ringraziamento”

“Dopo il rafforzamento della presenza dell’Esercito nelle nostre città, qualcuno a sinistra ha gridato alla ‘militarizzazione’. Curioso che a preoccupare siano i militari che contribuiscono alla sicurezza dei cittadini, anziché i violenti che cercano di trasformare le nostre piazze in luoghi di scontro.

A tutto il personale dell’Esercito impegnato nell’operazione Strade Sicure va il mio ringraziamento. La loro presenza è una garanzia per gli italiani”, ha affermato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.