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Careggi: “Niente psicoterapia prima dell’uso del farmaco che blocca la pubertà”

È quanto emerge dai primi esiti dell’ispezione del Ministero della Salute presso l’Ospedale di Careggi sull’uso della triptorelina nei bambini con disforia di genere

Sono arrivati i primi esiti in seguito all’ispezione del Ministero della Salute presso l’Ospedale di Careggi in ordine all’uso del farmaco triptorelina nei bambini con disforia di genere, di cui abbiamo parlato qui.

Non in tutti i casi di disforia di genere pediatrici trattati all’ospedale Careggi di Firenze sarebbe stato effettuato il percorso preliminare indicato di psicoterapia prima della somministrazione del farmaco triptorelina, che blocca la fase della pubertà.

Nessuna psicoterapia, ma somministrano il farmaco che blocca la pubertà

Secondo quanto riporta l’Ansa, dai primi esiti relativi all’ispezione effettuata dagli ispettori del ministero della Salute nell’ospedale di Careggi è emerso che – in effetti – non tutti i casi di somministrazione del farmaco triptorelina (che blocca la fase della pubertà), sono stati preceduti da un doveroso percorso preliminare di psicoterapia.

L’Assessore Bezzini non risponde

L’assessore regionale al diritto alla salute, Simone Bezzini, non era presente alla seduta del Consiglio regionale dove avrebbe dovuto rispondere a due interrogazioni, e ha detto che risponderà “probabilmente tra 15 giorni”.

Cosa è successo a Careggi

Il caso Careggi è balzato all’attenzione lo scorso 20 dicembre, quando il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha presentato un’interrogazione per approfondire ciò che avviene all’ospedale fiorentino rispetto al trattamento della disforia di genere nei bambini e l’uso del farmaco triptorelina, che “verrebbe somministrato a bambini di 11 anni senza alcuna assistenza psicoterapeutica e psichiatrica”.

Successivamente, il ministero della Salute ha avviato un audit con l’ospedale proprio per fare chiarezza sull’iter del percorso di transizione. Al termine dell’ispezione, gli ispettori hanno anche richiesto le cartelle cliniche dei pazienti pediatrici a campione per verificare il percorso adottato e si attende ora la loro relazione conclusiva, sulla base della quale il ministro Schillaci se necessario valuterà eventuali decisioni anche rispetto a una revisione dell’iter di trattamento.

Il ministero ha inoltre già richiesto al Cnb, che 5 anni fa si era pronunciato sull’uso della triptorelina, una rivalutazione sull’approccio all’uso del farmaco, ed è stata richiesta all’Aifa una nuova valutazione. Contestualmente, il ministero ha chiesto alle Regioni di fornire il numero dei casi in trattamento per avere un quadro chiaro. In Italia sono 23 i centri per la Disforia di genere, ed il ministero ha avviato un tavolo con l’obiettivo di rendere omogenei i percorsi di trattamento in tutto il Paese.

Petrucci: “fatti gravissimi”

“Se quanto emerge dalle prime indiscrezioni sulle ispezioni ministeriali al Centro per la Disforia di genere dei minori a Careggi, saremmo di fronte a fatti gravissimi. Attendiamo le conclusioni ufficiali degli ispettori del ministero della Salute”, “ribadiamo la necessità di fare la massima chiarezza sulla vicenda”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e componente della commissione sanità, Diego Petrucci, rispetto alle prime informazioni su esiti dell’ispezione all’ospedale di Careggi.