Attaccarono senza ritegno il Kibbutz, mentre tutti dormivano, uccidendo uomini, donne e bambini
I terroristi di Hamas entrarono all’interno del Kibbutz alle 6:29. Non aggredirono soldati, attaccarono persone indifese, uomini, donne e figli anche giovanissimi. Fu un attentato terroristico efferato, con metodi ed una violenza mai visti prima che non possono e non devono in alcun modo essere giustificati.
Il 7 ottobre
Il Kibbutz di Kfar Aza era una felice comunità progressista e pacifista. Fino al 6 ottobre del 2023 tutti guardavano Gaza senza che la percepissero come una minaccia, un pericolo. Cittadini palestinesi e lavoratori transitavano lungo il confine e venivano sempre accolti.
Ma il 7 ottobre alle 6:29 tutto questo venne distrutto. Kfar Aza divenne l’inferno. Quel giorno – dal quale sono già passati tre anni – i militanti di Hamas, insieme ad estremisti vari, oltrepassarono il confine, invasero il Kibbutz mentre le famiglie stavano dormendo e qualche cittadino si stava recando a lavoro.
Invasero le abitazioni. Saccheggiarono i beni. Bruciarono quello che potevano. Uccisero cittadini innocenti. Devastarono tutto.
Tre anni dall’assalto al Kibbutz
In quello che fu il massacro del 7 ottobre 2023 Hamas provocò la morte di circa 1.200 persone ed il rapimento di ben 251. Tra questi c’erano nonni, padri di famiglia, madri e addirittura bambini. I terroristi di Hamas distrussero la vita delle famiglie trascinandone molte in prigionia.
E lo fecero con una violenza ed una barbarie che non si erano mai visti. Nessuna scusa può giustificare ciò che è stato il 7 ottobre.
Palazzo Chigi: “Spirale di violenza deve essere interrotta”
“Tre anni fa, il 7 ottobre 2023, gli attacchi terroristici di Hamas massacravano uomini, donne e bambini, aggredivano giovani riuniti per ascoltare musica, strappavano persone innocenti alle loro famiglie per trascinarle nella prigionia. Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie e rinnoviamo la nostra vicinanza ai loro cari, a chi ha subito l’orrore del sequestro e al popolo israeliano.
Il tempo trascorso non attenua la gravità di quei crimini. Nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti. Ricordarlo significa anche rinnovare l’impegno contro ogni forma di antisemitismo. Proprio in nome della tutela di tutta la popolazione civile coinvolta, non possiamo restare indifferenti davanti alle drammatiche e inaccettabili sofferenze degli abitanti di Gaza o alla violenza crescente di cui sono vittime i civili palestinesi in Cisgiordania.
La spirale di violenza deve essere interrotta. L’Italia continuerà a lavorare per una pace che garantisca agli israeliani sicurezza e ai palestinesi un futuro di libertà e dignità, nella prospettiva di due Stati che vivano l’uno accanto all’altro all’interno di confini riconosciuti. Un futuro nel quale il terrorismo non abbia spazio e nessun bambino debba crescere nella paura e nell’odio”, così in una nota Palazzo Chigi.


