Nel mirino dei “democratici” fiorentini gli esercizi commerciali “colpevoli” di ospitare la raccolta firme contro l’abbattimento degli alberi per fare spazio alla tramvia
“Esercizi commerciali dove non mettere più piede”, questa la frase utilizzata da Filippo Frizzi, segretario del circolo del Pd di Peretola, per etichettare i negozi che ospitano la raccolta firma contro l’abbattimento di più di 400 alberi per fare spazio alla tramvia nel quartiere di Campo di Marte. Un’azione lecita e pienamente democratica – quella della raccolta firme – che però non è andata giù all’indisponente Partito democratico che a Firenze continua a pensare di essere padrone creando vere e proprie liste di proscrizione per chiunque non si allinei al pensiero unico.
La raccolta firme dei comitati
La sinistra fiorentina mira ad espandere il sistema tramviario nella città a tutti i costi, minimizzando l’impatto dei cantieri e dell’infrastruttura sul tessuto commerciale e l’ambiente. Anche se, come nel caso del Campo di Marte, per farlo va contro la sua stessa visione di città “green”. Infatti, per far posto ai binari Pd e sinistra varia non si sono fatti troppi problemi a dimenticarsi gli slogan come “aree verdi” e “polmoni della città” decidendo di abbattere 426 alberi.
Una scelta che i cittadini che vivono sul tracciato – riunitisi in comitati – non hanno condiviso e per cui hanno lanciato una raccolta firme per richiedere un referendum consultivo, previsto dallo Statuto di Palazzo Vecchio. Iniziativa sostenuta anche da Fratelli d’Italia. Per firmare basta recarsi negli esercizi commerciali che ospitano la raccolta: un elenco pubblicato sui canali social dei comitati per informare i cittadini sulle date e gli orari per le sottoscrizioni.
L’obiettivo è nobile e del tutto legittimo, chiedere di non abbattere quegli alberi e valutare percorsi alternativi, meno impattanti su viali con alberature secolari. Ma per il Pd a quanto pare i cittadini non possono opporsi alle decisioni prese nei palazzi.
Il Pd fiorentino: “Non mettete piede in quei negozi”
Dopo la pubblicazione dell’elenco dei locali dove poter andare a mettere la propria firma per chiedere di non abbattere gli alberi, il Pd fiorentino ha subito attaccato. Il segretario del circolo di Peretola, tramite i propri canali social, ha pubblicato la lista dei negozi scrivendo: “Esercizi commerciali dove non mettere più piede”.
Una vera e propria lista di proscrizione. Il messaggio è chiaro: sei un commerciante e hai un’opinione diversa al diktat del Pd fiorentino? Allora sei colpevole e devi essere boicottato. Ma non è finita qui. A rincarare la dose ci ha pensato anche il presidente del Quartiere 5 di Firenze, Filippo Ferraro che in un commento al post del compagno di partito ha scritto “”Anche avvocati a cui non rivolgersi”. Lo stesso Ferraro che non è nuovo a sortite inaccettabili per un rappresentante delle istituzioni.
In riferimento chiaro ai nomi degli avvocati presenti come autenticatori per le firme della raccolta. Insomma, non soltanto gli esercizi commerciali, anche tutti coloro che contribuiscono a sostenere la voce dei cittadini che banalmente la pensano in maniera differente rispetto all’amministrazione vengono etichettati e tacciati.
Il silenzio del Sindaco
In tutto questo il Sindaco di Firenze, Sara Funaro, non ha espresso parola alcuna. Sono fatti indegni, indicatori di come il Pd interpreta il suo ruolo a Firenze: imponendo il suo volere e mostrando intolleranza verso il dissenso. A parlare invece il deputato dem e segretario del Pd di Firenze Federico Gianassi: una stigmatizzazione dell’infelice iniziativa dei colleghi di partito? Neanche per sogno: prima ha minimizzato la portata del post del segretario del Pd di Peretola e il commento del presidente del Quartiere 2, poi ha ribaltato la narrazione attaccando il centrodestra.


