Cgil, operaio senza protezioni sul tetto della sede a Torino

L’ipocrisia del sindacato: specula su una tragedia pur di dar contro al governo, ma giustifica quanto accade sotto le sue bandiere

Un operaio privo di casco sul tetto della sede della Cgil di Torino. A riprenderlo un passante, proprio nello stesso giorno in cui a Roma un giovane operaio perdeva la vita cadendo dal Colosseo. Tragedia su cui si era subito avventato il segretario Landini, dando ovviamente colpa al governo. Fortunatamente a Torino non è accaduto niente di grave, ma il doppio registro – severi con gli avversari politici, tolleranti in casa propria – è evidente.

L’ipocrisia di Landini

A rilanciare quanto accaduto a Torino un articolo de La Verità che riporta i contenuti del video del passante, evidenziando l’ipocrisia della Cgil di Landini. Proprio il segretario del sindacato, infatti, non aveva perso tempo nell’attribuire la colpa della tragica morte di un giovane lavoratore – che si trovata nel cantiere del Colosseo – al governo Meloni.

“Colpa della precarietà e del governo Meloni”, le parole di Landini. Un attacco strumentale, una speculazione su una tragedia, un’uscita ipocrita rispetto alla presenza dell’operaio sul ciglio della sede della Cgil di Torino.

Sul tetto della Cgil senza casco

Un operaio intento a lavorare ad una altezza di 12 metri, in cima alla sede di Torino della Cgil. Niente di strano, se non fosse che l’operatore non stava indossando il casco di sicurezza mentre si trovava a poco più di trenta centimetri dal ciglio. Seguendo la logica utilizzata da Landi, se fosse successo qualcosa all’operaio sul tetto della Cgil – cosa che fortunatamente non è avvenuta – la colpa sarebbe andata a Landini stesso?

Landini pensi seriamente agli operai: basta ipocrisia

Landini riesce ogni volta a dimostrarsi sempre più ipocrita. Ha voluto attaccare in maniera strumentale il governo Meloni sulla tragica morte di un ragazzo in un cantiere. Non si era accorto delle condizioni di sicurezza in cui lavoravano gli operai nella sede del sindacato a Torino? Forse era troppo occupato a pensare al grande evento che sta pianificando per i 120 anni della Cgil, al quale – magari – deciderà anche di far partecipare gli operai che dovrebbe difendere.