Salis: il caso dell’assistente (e compagno) condannato pagato coi soldi pubblici

Gridano alla deriva autoritaria per un semplice controllo ma, nel frattempo, assumono assistenti pregiudicati retribuiti con denari dei contribuenti

Ilaria Salis e buona parte della sinistra gridano al pericolo per la democrazia perché poche ore prima della manifestazione “No Kings” alcuni agenti della Polizia hanno bussato alla porta della sua camera d’albergo per un semplice controllo. Sono arrivati ad attribuire il fatto al Decreto Sicurezza, sbagliando. Quel che la diretta interessata e la sinistra tutta si sono guardati bene dal dire è che Salis non era sola in stanza: con lei c’era Ivano Bonnin, suo assistente parlamentare che ha ottenuto tale impiego nonostante, riporta la stampa, una condanna per interruzione di pubblico servizio e violenza privata.

Il controllo della Polizia

Sabato 28 marzo era in programma a Roma la manifestazione “No Kings”, a cui hanno aderito anche diverse sigle della sinistra antagonista. Tra chi aveva annunciato la presenza anche l’eurodeputata Ilaria Salis. Poche ore prima agenti di Polizia hanno bussato alla porta d’albergo dove era alloggiata per un semplice controllo. Niente di che, se non fosse che subito la Salis ha gridato al pericolo per la democrazia arrivando, perfino, a definire quel controllo una conseguenza del Decreto Sicurezza e gridando allo Stato di Polizia.

Una vera e propria follia, soprattutto se si guarda alle motivazioni reali di quel controllo. Come riportato da Il Giornale, quando si è segnalati come sospetti di essere pericolosi o per la sicurezza pubblica da un Paese dell’area Schengen, automaticamente viene emesso un codice all’interno della banca dati e appena questa persona entra in un Paese dell’area scatta l’alert che porta ad un controllo del soggetto.

I deliri di Salis sul governo Meloni

Quanto affermato da Ilaria Salis dopo il controllo ha dell’assurdo. Senza rifletterci neanche ha attaccato il governo Meloni ed il Decreto Sicurezza. Ma la realtà è un’altra. Non c’è nessuno Stato di Polizia, parliamo di regole che non riguardano soltanto l’Italia ma tutti i Paesi che fanno parte dell’area Schengen.

L’assistente pregiudicato di Salis

Inoltre, stando a quanto riportato da Il Giornale, nella camera d’albergo Ilaria Salis non sarebbe stata sola, ma in compagnia di Ivan Bonnin, suo assistente al Parlamento europeo. Sempre secondo Il Giornale ed altre fonti di stampa, l’assistente Bonnin, pagato con i soldi pubblici, sarebbe un pregiudicato arrestato e condannato nel 2015 per violenza privata e interruzioni di pubblico servizio aggravato.

Un personaggio noto per episodi di estremismo e violenza. La sinistra si ritiene così una casta da ritenere intoccabili pure i pregiudicati se condividono la camera d’albergo con uno di loro? Nel dubbio, sto già depositando un’interrogazione alla Camera per sapere tutti i precedenti di questo accompagnatore di Ilaria Salis pagato con i soldi pubblici.