Referendum, a Bologna la sinistra toglie la parola ed aggredisce gli studenti per il Sì

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A Bologna i militanti di un collettivo impediscono con la forza lo svolgimento di un evento promosso da Azione Universitaria, arrivando a picchiare due ragazzi. Anche quando si parla di giustizia la sinistra estrema mostra il suo volto “democratico” , nel silenzio di molti media

Bologna, a una decina di giorni dal voto Azione Universitaria organizza un evento sulle ragioni del Sì al referendum sulla giustizia, con relatori due docenti universitari. Ma, come troppo spesso accade quando si tratta di iniziative promosse dagli studenti di destra, un collettivo si è messo in mezzo per impedire l’incontro. Parliamo degli antagonisti del collettivo Cua che hanno deciso di bloccare l’entrata arrivando addirittura a picchiare due studenti il cui unico scopo era ascoltare le ragioni per il Sì. La notizia, però, è stata ripresa soltanto da alcune testate locali, mentre i quotidiani nazionali non hanno ritenuto meritevole di attenzione la notizia, o forse hanno finto di non vedere. La mia solidarietà a tutti gli studenti e professori coinvolti ed in special modo ai due giovani aggrediti. Questa è l’ennesima dimostrazione di come i bravi ragazzi protetti dalla sinistra a Bologna, come in tutta Italia, sono dei violenti criminali che non conoscono il concetto di democrazia.

L’aggressione all’evento di Azione Universitaria per il Sì al referendum

All’Università di Bologna Azione Universitaria aveva organizzato un’iniziativa a cui avrebbero dovuto partecipare alcuni professori per parlare delle ragioni del Sì al referendum sulla riforma della giustizia. Un evento come tanti altri in giro per l’Italia e, soprattutto, nelle università. Infatti solo la settimana prima, sempre nel capoluogo emiliano, si era tenuto un incontro similare ma a sostegno del no.

Per i violenti antagonisti del collettivo Cua, però, questo convegno non si doveva tenere. Per questo hanno deciso di presiedere l’entrata bloccando chiunque volesse partecipare per ascoltare le ragioni del Sì. Già questo ci dimostra come questi individui siano poco avvezzi al concetto di democrazia, pluralismo e di liberà di pensiero e di espressione, ma ciò che è successo dopo è ancora peggio.

Proprio così. Nei vari tentativi degli studenti, non solo dei militanti di Azione Universitaria, di entrare per poter assistere all’evento si è creata una situazione di tensione con i violenti dei centri sociali. Questi ultimi, poi, hanno iniziato addirittura ad aggredire fisicamente gli studenti arrivando a picchiarne due. Una scena inaccettabile e totalmente al di fuori di qualsiasi logica di buonsenso e di democrazia.

Picchiati perché volevano sentire le ragioni del Sì, ma nessuno ne parla

A riportare le testimonianze della violenta aggressione il Resto del Carlino. Tra queste le parole dello studente picchiato che ha affermato come “un signore mi ha sferrato un pugno in faccia. Non faccio parte di Azione Universitaria, sono venuto solo a sentire le ragioni del Sì, come la scorsa settimana quelle del No”.

Lo storico quotidiano bolognese è una tra le poche testate che ha riportato la notizia. Nessuna testata nazionale ha riportato l’aggressione fatta da questi criminali. Eppure, se fosse successo a parti inverse saremmo invasi di notizie. La violenza non è mai accettabile e non ha colore politico. La violenza è sempre violenza soprattutto quando a subirne i danni sono dei giovani studenti all’università.

Solidarietà ai giovani, serve condannare gli antagonisti violenti

La totale solidarietà va in primis ai giovani aggrediti e picchiati da questi violenti estremisti di sinistra che pensano di poter imporre il loro pensiero sugli altri. Ma non solo, la mia solidarietà ad Azione Universitaria come a tutti gli studenti ed i professori coinvolti. Questi sono gli stessi bravi ragazzi che puntualmente vengono difesi dalla sinistra. Serve una presa di posizione netta e chiara di condanna unanime di tutti questi facinorosi che mettono a repentaglio il clima universitario. Le università non sono il luogo per i violenti e per i criminali, devono essere il luogo della legalità e della sicurezza.

Bignami: “Questi episodi non possono cadere nel silenzio”

“In merito all’aggressione violenta dei due studenti all’Università di Bologna da parte di collettivi antagonisti legati all’estrema sinistra, che hanno impedito si tenesse un convegno per il Sì al referendum, desidero ringraziare per la solidarietà espressa anche gli esponenti locali del centrosinistra. Dispiace rilevare che salvo la puntualità della cronaca locale e alcuni quotidiani, la stragrande maggioranza delle testate nazionali non abbia dato la notizia.

Cosa sarebbe accaduto a ruoli invertiti, con degli estremisti di destra che impediscono un convegno del No aggredendo i partecipanti? Massima solidarietà ai due ragazzi aggrediti, questi episodi non possono cadere nel silenzio. È necessario un clima dialogo e rispetto da preservare al di là dell’appuntamento referendario”, ha affermato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.

Lisei: “Sinistra ha avvelenato il clima di civile confronto”

“Gli odiatori seriali di sinistra non si smentiscono mai e stavolta prendono di mira una regolare assemblea di Azione Universitaria a Bologna sul referendum. Un incontro regolarmente autorizzato nella facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo emiliano, con tanto di costituzionalisti e docenti universitari. E’ una vergogna ciò che sta accadendo, l’estrema sinistra, in questo caso quella del Collettivo Cua, antidemocratica ed autoritaria come al solito, cerca di impedire il libero pensiero anche su un referendum costituzionale. La sinistra istituzionale invece tace, per non ammettere la sua benevolenza nei confronti di questi estremisti con cui è connivente. La verità è che la sinistra ha avvelenato il clima di civile confronto con una politicizzazione. Esprimo la mia incondizionata solidarietà agli studenti di Azione Universitaria, ancora una volta abbiamo la prova che il reale pericolo antidemocratico sia a sinistra”, ha aggiunto il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei.