L’associazione chiede alla Regione di cancellare l’intervento di Italo Bocchino per il Giorno del Ricordo. La sinistra la accoglie scegliendo di essere erede culturale degli infoibatori comunisti titini
Per certa sinistra il Giorno del Ricordo, ancor oggi, è qualcosa da tenere il più nascosto possibile. Ecco l’ultimo vergognoso episodio, accaduto in Toscana. La Regione approva il programma del Consiglio solenne del prossimo 10 febbraio, con interventi dei presidenti della Regione (Pd), del Consiglio regionale (IV) e del giornalista Italo Bocchino.
Ma l’Anpi si scaglia contro quest’ultimo, chiedendo L rimozione del suo intervento. Ottenendola. Il Giorno del Ricordo, dopo decenni di colpevole rimozione per non mettere in imbarazzo la sinistra, è un momento di riflessione e ricordo. Ma Anpi, non nuova a queste prese di posizione sulla tragedia delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, lo ha usato in maniera politica. Vogliono censurare questa ricorrenza, decidendo chi può parlare e chi no. È inaccettabile.
La folle richiesta dell’Anpi
Dopo che l’ufficio di presidenza ha deliberato le caratteristiche dell’iniziativa, l’Anpi arriva a chiedere una inaccettabile censura nei confronti del direttore editoriale del Secolo d’Italia, Italo Bocchino. Inascoltato l’appello di Fratelli d’Italia a non cedere ai diktat di Anpi.
Nel programma approvato erano previsto gli interventi del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del Presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, del vicepresidente Diego Petrucci e del direttore del Secolo Italo Bocchino, che ha curato un cortometraggio sulla storia degli esuli realizzato da una imprenditrice toscana, Federica Masoni Martini, discendente di esuli istriani dalmati. Su richiesta di Anpi hanno deciso far saltare tutto per odio ideologico.
Per la sinistra la colpa di Bocchino è essere di destra
A muoverli è lo stesso odio ideologico che spinse il Maresciallo Tito a sterminare, perseguitare e infoibare gli italiani che il 10 febbraio dovremmo ricordare. Avallare questa folle richiesta significa per la sinistra toscana scegliere di essere gli eredi culturali degli infoibatori comunisti titini, anziché i custodi istituzionali della democrazia e del pluralismo. Sappiamo tutti che per la sinistra la colpa di Bocchino è quella di essere di destra.
Senza la destra pagine di storia sarebbero state strappate
Eppure, se non ci fosse stata la destra italiana che ha tramandato quelle pagine di storia che erano state strappate, oggi in Italia non verrebbe celebrato il Giorno del Ricordo, occasione durante la quale hanno sempre parlato tutti senza censura. Quella che rischia di andare in scena in Toscana, a causa del ricatto degli estremisti della loro coalizione, è un vero e proprio imbarbarimento, una preoccupante involuzione culturale antidemocratica.
Amorese: “Via Bocchino? Istituzioni in Toscana temono verità storica”
“Di cosa hanno paura le istituzioni regionali toscane? Evidentemente di qualcuno che dice una verità oltre gli schemi precostituiti o alle veline che impone loro il partito. La storia è storia, lo accettino i signori della sinistra ai quali i fatti danno fastidio. I presidenti della Toscana e del Consiglio Regionale dovrebbero avere l’onestà di ripensarci: per il rispetto che è dovuto alle vittime delle Foibe, a coloro che quella storia sono stati costretta a subirla sulla propria pelle.
L’oblio a cui sono stati condannati non deve ripetersi nelle sale istituzionali in una giornata che rende onore ad una legge. La Regione Toscana farebbe più bella figura a ripensarci”, così è intervenuto il deputato FdI, capogruppo in commissione Cultura e responsabile del dipartimento Editoria del partito, Alessandro Amorese.
La Porta: “Gravissimo istituzioni complici censura”
“Scegliere di tenere una seduta solenne sulle foibe a porte chiuse e senza relatori esterni è una vergogna. Ancora una volta si vuole minimizzare, se non negare una tragedia, quella delle foibe e dell’esodo, per decenni dimenticata. Quanto sta accadendo in Toscana infanga la memoria delle vittime della violenza comunista, tappando La bocca a chi non la pensa come loro, soffocando La verità. In linea con quel Tito che per anni è stato idolatrato dalla sinistra.
Imbarazzanti le motivazioni addotte dal presidente Saccardi: esclude d’imperio Italo Bocchino per non rendere l’evento di parte, ma lo fa sollecitata da un soggetto, come l’Anpi, che non perde occasione per minimizzare la tragedia delle foibe. Revisionisti e negazionisti che per decenni hanno cancellato la storia e che oggi dettano la linea persino alle istituzioni regionali. Non lo accettiamo e non lo permetteremo”, così Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana.
Petrucci: “Grave escludere Italo Bocchino da Giornata ricordo, sinistra infoiba libertà”
“La presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Stefania Saccardi ha comunicato che le celebrazioni per il Giorno del Ricordo previste per il prossimo martedì nel Consiglio regionale toscano non prevederanno la partecipazione di relatori esterni, a differenza di quanto era stato stabilito dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale toscano. In questo modo viene escluso l’intervento del direttore del Secolo d’Italia Italo Bocchino.
Quanto sta accadendo in Toscana è inaudito, le istituzioni non devono cedere ai diktat degli estremisti. Oggi questa sinistra infoiba il diritto di parola così come i titini infoibavano i cittadini italiani 80 anni fa. Il programma per le celebrazioni della Giornata del Ricordo presso il Consiglio regionale della Toscana era stato deciso di comune accordo dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale dove siedono esponenti di tutte le forze politiche”, ha affermato Diego Petrucci, consigliere regionale di FdI e vicepresidente del Consiglio regionale.


