I dati di Unimpresa confermano l’efficacia delle misure fiscali e sociali messe in campo per rilanciare l’occupazione ed il lavoro
Una crescita del 3,9% del reddito disponibile a fronte di un +2,5% di erosione da fisco e prestazioni: una compensazione in positivo che ha portato il potere d’acquisto degli italiani a crescere tra il 2022 ed il 2025. In sintesi, per ogni euro prelevato dal fisco ne rientra alle famiglie 1,6. Ecco quanto evidenziato da Unimpresa all’interno del suo report. Un risultato importante frutto delle scelte pragmatiche del governo Meloni.
I dati di Unimpresa
Secondo i dati di Unimpresa nel periodo dal 2022 al 2025 l’inflazione cumulata è arrivata a toccare il 18,5%. L’impatto totale è stato stimato in circa 17,9 miliardi di euro di drenaggio fiscale e 1,7 miliardi di euro dovuti all’erosione di alcune prestazioni sociali. Il totale di circa 20 miliardi di euro ha ridotto la crescita del reddito disponibile di circa 2,5 punti percentuali.
Questo è stato però piu che compensato dagli eccellenti numeri sulla crescita economica registrati nello stesso periodo: stipendi in crescita, più occupati e minore pressione fiscale. Il totale è un saldo positivo di 11,7 miliardi di euro.
Le misure del governo Meloni hanno funzionato
Il governo Meloni da quando si è insediato ha sempre puntato a creare misure utili a sostenere il potere d’acquisto degli italiani. Ed a confermare la buona riuscita delle politiche attuate ci sono proprio i dati di Unimpresa. Infatti, secondo quanto riportato, gli stipendi ed i redditi da lavoro hanno registrato un incremento di circa 11,8 punti percentuali utili alla crescita del reddito disponibile.
Non solo, anche la dinamica occupazionale, prosegue il report, ha contribuito alla crescita reale per un 5,1%. In più, anche le misure fiscali e sociali del governo Meloni hanno avuto un impatto cumulato pari a 31,3 miliardi di euro nello stesso periodo di tempo tra il 2022 ed il 2025. In totale, gli interventi del governo hanno contribuito in maniera positiva impattando per un +3,9% alla crescita del reddito disponibile.
Compensato l’effetto negativo
In questo modo è stata più che compensata la riduzione della crescita del reddito disponibile dovuta all’inflazione. Si tratta di un risultato importante che ha prodotto risultati concreti. Infatti, rispetto all’andamento dell’inflazione, il governo Meloni è riuscito a non far perdere il potere d’acquisto agli italiani ma, anzi, è riuscito a farlo crescere tra il 2022 ed il 2025.
Mentre c’è chi accusa Giorgia Meloni di essersi dimenticata dei lavoratori, il governo ha lavorato in maniera seria attuando misure che hanno realmente sostenuto la crescita non soltanto dell’Italia, ma del reddito di tutti i lavoratori.


